Ecco bambocci, dopo un' assenza dovuta al casuale toccaggio pocce di una minorenne (6 mesi di vita) di Bangkok e al relativo rinchiudimento del mio corpo in una prigione nella iungla (iungla feroce), torno tosto da voi con una nuvella per allietarvi le trombe del culo mentre don Gaetano vi fa lo stucco e stiocco col suo bastone pastorale.
Oh poverello papero Piero. Doveva tutti i santi giorni scappare dal contadino. Egli, il papero Piero, sarebbe infatti diventato fegato d'oca succulento da spalmare nei panini dei francesi. Ogni notte egli, il papero Piero, si rannicchiava nella sua gabbietta e pregava di non diventare cibo buono buono. "DIo Papero", pregava, "non far di me un piatto delizioso e lasciami vivere nel corpo di un altrui essere per allontanare da me questo amaro calice di Chateaux d' Assis accompagnato a del prelibato fegato d'oca di me medesimo morto". Detto fatto, il Dio Papero di nome Ludovico lo udì e lo tramutò, subito dopo aver pagato l' addizionale ICI sulla seconda casa, nel batterista degli Yes Bill Bruford. Si ritrovò così in un attimo al volante di una bellissima e velocissima Jaguar nel centro di Londra. Qui parcheggiò l'auto, aprì la portiera laterale e lasciò scendere una fica del 20 che mi sa che era una troia. Bil Bruford allora entrò in un ristorante da ricchi e si mise a sedere con la bella signora dal mestiere birchino. Assieme ordinarono del cibo strano francese che nessuno dei due, che erano ignoranti (si lui suonava bene la batteria ma era ignorante e lei era una maiala e basta) sapevano cosa fosse. Arrivò il maitre, che da noi si chiama servo, e portò il cibo. "Et voilà le foie gras!" , squillò strombazzoso il maitre (o servo). "E che cazzo è?", squillò incazzoso Bill Bruford. "E' dell'eccellente fegato d'oca di Papero Peppolo, signore". "Ma porca la troia... no te cara, scusa, una troia in generale" esclamò il Bruford batterista d'albione "me sto a magnare mì babbo".
Ieri sono stato con la mia classe a visitare il carcere criminale di Fossombrone. Devo dire che è un bel posto. Ci sono tante persone simpatiche che si divertono a buttare le saponette in terra e poi dopo dicono: "me lo raccatti il sapone?" E se te rispondi si loro allora si avvicinano e ti fanno un giochetto ganzo che te prendi e ti pieghi per raccattarlo e loro si avvicinano come se si appoggiassero al tuo sedere divertendosi a ridere e sudare. Se dici non prendono un asciugamano di cotone e te lo tirano nella schiena e te dici perchè e loro rispondono che è la regola e allora dico va bene così se è la regola. Poi dopo ci è uno che si chiama Azuz che è negro e divertente perchè ogni volta che lo guardi dice: "cazzo guardi?" E te ridi tanto ma ti brucia un pò il sederino. Io ci voglio tornare subito al carcere di Fossombrone, anzi spero di avere da grande un carcere anche io che almeno tutti vengono a casa mia che è un carcere a giocare con il sapone che a me diverte anche se brucia un pochino ma quando sono caduto dalla bici per imitare Cunego dicevo che ero forte e allora non faceva male perchè era il sapore della vittoria come dice mio babbo. Voglio che viene pure il mio amico Paolo al carcere così ci si diverte a giocare con il sapone e con Azuz che è tutto nero sembra vestito da negro. Vedessi quanti carceri ci sono. La maestra mi dice che ce ne sono due vicino a casa e allora io mi sa che prendo la bici e pedalando come Cunego ci andrò certamente a vedere tutti i miei amici che dice che non so questa parola: l' indulto si chiama che ci sono i galeotti che corrono per le vie del paese con le borse piene di cose tipo: mascarpone, gioielli, televisioni, cani, forni crematori e si divertono con il babbo di Bernardo che fa il Carabiniere a sparare e a fare delle corse con la bici come me che voglio fare Cunego ma cado. Io da grande voglio fare Cunego con l'indulto che almeno corro tutti i giorni con la bici rossa.
Il cagnolino Gniugniù era amato un pò da tutti. Da me, da te, da quello che guidava il pulmino del comune, dal parrucchiere, dalla maestra Mara, da Fidel, da Gianni Togni, dall'ermeneuta, da quello che cade e mai si rialza, da Himmler, da Serpico, da Freddie Mercury, da Richard Benson, da Oliviero, dai rotanti, dagli abitanti di Cartagine, dall'assessore al bilancio del comune di Pescia, da Aureliano Fierro, da Temistocle, da Porrox, dai tifosi del Modica, dal P.R.I., dal puffo baffone, da Ottagono, da Dio, da Verdone, dalle pasticche di simpamina, da Ornella Muti, dallo Scioscio, dall'orsetto giocoso, da Mazinga, da Carlo V, dal mutilato di mmerda, da Kaurismaki, da Otto, da Nove, da Bene, dal Viubbe, dai marziani, da Cerbero, dal Messia, dalle minoranze etniche, da Mavero, dai padri fondatori della sborra, da Carmine Abbagnale, da Bruno Pizzul, dall'impero dei ragni che cucirebbe la pelle, da Ovomaltina, da Quikki, da Pluto, dal Vagnuzzi, da Frescobaldo degli Ammannati, da Macario, da Tarcisio Burgnic, da Nerone, dal Penna, da quello de Valsavignone coi baffi in culo, da Pietro Merda, dai cinque samurai, dal potere, da Vittorio de Sica, da Muratori, da Bobbio, da Bakari Konè, da Fidenzio, da Don Bruno, dal Pompi, da Crisantemi, dall'uomo di mmerda e dalla sua chiave, dal Duro, da Mini Me, da Gordon Pym, da Buccia di banana, dai cani stessi, dalla Madonnina che piange tanto per il male del mondo, dalla mi' nonna, dal cercatore, da Brenno Maggio, da Frisio, dagli amici del baretto, da Tazio Nuvolari, da Eisenmann, da Renato Curcio, da Franco Califano, dai sostenitori Opere Pie, da Massimo Decimo Merilio, da Merigo, da portatore sano di sfiga, da Fredo Corleone, da Gimmy il Fenomeno, da Gollione, dal sindaco di Matera, da Luigi Chiatti, da Onofrio, dal principe del principato, da quelli della Uno bianca, dai saltatori con l'asta, da Orco, dai pesaresi, da Romeo Menti, da David Lettermann, da Trogolone, da Gaddo della Gherardesca, dal fulgido amore che la madre ha per il figlio, da Willie Nelson, da Fontanaro, da Bobby Charlton, dai contadini della piana del Fucino, dal venditore di seghe, dai nazisti, da Vermont, da Delacroix, da Zlatan, da Pancalli, dai dipendenti Dreamworks, da Alfieri, dai negri, da Burrito Ortega, da Cassius, dal feroce Saldino, da Roosvelt, dai poponi, da Carolus Woyitlaccio, da Bondi, da Tarzan, da William Prince of Bel Air, dai fragorosi colpi di mortaio, dai tumulti di piazza, da Simon le Bon, da Amedeo Minghi, da Z di Zara, da chi vuol continuare, io mi sono rotto i coglioni adesso...
Addentrandomi nella tundra ho scoperto che se aggiungo quattro etti di Prosciutto, tagliato a mano grazie, se possibile con poco grasso. Si grazie. Crudo o cotto? Muori.
L'avvocato Stanzik, forse uno dei migliori amici del cardinal Mazzarino, arrivava sempre alle cene in ritardo. Causa dei suoi problemi con l'orologio era da mesi la damigella di corte, tale Ramilla Brechot, ragazza di 16 anni e figlia della cuoca, voluta fortemente da quella cornuta di sua moglie come accompagnatrice. Scoprire quindi che Stanzik, mano lunga e disadattato mentale, cultore del tetris con i blocchi di travertino, si dilettasse notte e mane con la puttanella non stupì nessuno al palazzo S.George. Nemmeno Mazzarino, porporato per ambizione e segnale fumogeno vivente di sua maestà Luigi. Fatto sta che quando Stanzik fece il suo ingresso nel salone degli specchi, tutti tirarono un sospiro di sollievo. finalmente si poteva iniziare a desinare, rinunziando magari alla preghiera e mettendo su canale 5, che è pure rinizato il Grande Fratello e diverte un pò a tutti vedere se si finisce con una pipata. Nel servire gli entrèe un certo Furio, banchiere lombardo con ambizioni da cabarettista, tirò fuori dal taschino gli avanzi di una schedina del totogol del 1603, litografata probabilmente sopra un originale del Carracci dal titolo: "La motosega ingolfata". "Lo faremo morire se non la finisce", tuonò Lina Wertmuller, e tutti finalemente inizarono a mangiare.
Che se dicessi, giuro, che in Austria ci sono i distributori automatici di chicchi e leccornie installati nei muri perimetrali di fattorie disperse nella foresta al confine con la Slovenia, voi ci credereste? Io no, ma il ladro di chicchini ci crede sempre. Ed infatti ogni notte, quando le tenebre nascondono il suo volto deforme, egli si reca nei boschi a rubare queste dolci matassine di zucchero e coloranti. Perchè lo fa? Ma per non pagare l' ICI, ovvio. E sarebbe comico che un giorno, mentre tenta di portare a buon fine il suo furto, trovasse me travestito da Borghezio che lo intimo di andarsene, clandestino in uno stato sovrano, e di lasciare i chicchi buoni buoni in mano ai bimbi del villaggio che non c'è. Pindarici voli di Miltoniana memoria allora aprirebbero le sue tasche, e copiose manciate di gommine variopinte andrebbero a cadere in terra, costringendo, in culo a Benny Hill, il pauroso mariuolo a scivolare sulla cascata di zuccherini rodidenti cariabimbi. Perchè noi della Lega, quando ci girano i coglioni, siamo anche capaci di preservare il servizio sanitario nazionale evitando che i marci denti del ladro di chicchi siano gratutitamente visitabili in un pubblico ospedale qualsiasi.
ROMA LADRONA
un grazie a Molox per il ricordo after Reflex
La funzione religiosa stava finendo quando, proprio mentre Don Gaspare alzava l'ostensorio per benedire i fedeli, un rombo sordo si udì dal fondo della navata. Sguardi accigliati, frasi disconnesse, volti trasaliti. Ma cosa stava succedendo? In un istante, talemente breve da diventare quasi vuoto temporale, il portone principale esplose, una nuvola di fumo penetrò nel tempio. Tra starnuti e gemiti di dolore, i fedeli si voltarono verso l'entrata. Oltre la cortina, lento ed inesorabile, il rombo si fece più insistente. Nessuno fece in tempo ad allontanarsi dalla propria panca che già iniziò a notare il motivo di tale, inumano rumore. Una Lada Niva 1800 benzina 4x4 del 1987 fece il suo funereo ingresso davanti al presepe. Si fermò, mise in folle. Un finestrino, nel diradarsi del fumo, venne abbassato ed una voce gracchiante proveniente dal bolide urlò: "che, qualcuno viene a tartufi? No, perchè io m'avvio."
C'era una volta, tanti anni fa, un un omo che ne sapeva una più del diavolo. E tutti gli abitanti del paesello si recavano alla sua casetta per porgergli tante domande. Tipo: "Chi lo vince lo scudetto?", "Chi sono io?", "Che ne sarà di noi?*", "Chi sei?", "Chi sette?", "Bocca e culo?". "Centomila".
*(dopo mi butto nella stufa per aver citato Muccino, giuro)
C'era una volta un marinaio incendiario. Si chiamava Erenno Sacci, ed era originario (1) di Locarno, Svizzera. Questo marinaio iniziò a fare il marinaio per amore del mare, ma in Svizzera non c'era il mare. Allora decise di correre tanto tanto per cercare un posto dove trovarlo. Violentando il sacrestano non si ottiene niente, questo gli aveva insegnato la mamma, e lui lo sapeva bene che si dovevano anche rispettare i comandamenti, tipo: non rubare, non parlare a bocca piena, non dire falsa testimonianza, non succhiare il succo dei foratini che sono pieni di cemento e bachi. Con il suo sacchettino di stoffa partì alla ricerca del mare. Cerca, cerca, cerca, vide che c'era un'offerta speciale alla Euronics (2). Un grande televisore all'ingresso del negozio proiettò, proprio mentre lui stava entrando, l'immagine di un bel mare azzurro azzurro, con sopra una bella barchetta gialla. La vide, sorrise, e disse: "Finalmente il mare". Ma il commesso, che rompe sempre i coglioni quando non serve e invece quando lo vuoi lui dice che è in pausa caffè, intervenne: " Bello è. Dolby trilogic, HD, ultrapiatto, plasma, teletext, telecomando, connessione usb, il tutto a soli 30000 (mila) euri. Sei contento?"
NOTE PER I BIMBI CHE NON SANNO LE PAROLINE DIFFICILI:
(1) ORIGINARIO: Blasto
(2) EURONICS: tipo Eurodisney, ma con mutui a tasso zero