LE NUVELLE DELLA SPESA AL MERCATO

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JE SUIS TIRATOR DI FRENI A MANO PER CONTO TERZI. ESEGETA DEL TORRONE. FELIX INTERPRETADOR DELLA BATTAGLIA D'ALGERI. MUTILATO DI GUERRA.

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lunedì, 15 dicembre 2008

PANEM ET SALAMEN

Una volta avevo un blog. Ci sfogavo la mia bile e i miei rancori. Si chiamava "RAZZISMO FAI DA TE. ANCHE I BIANCHI HANNO IL RITMO NEL SANGUE". volevo riscriverci perchè mi giravano i coglioni. Ora non più. E' molto più bello vivere nel mondo delle Nuvelle. Ne sono sicuro. Questa novella la dedico dunque al mio vecchio blog e a chi lo ha sostenuto. Sopratutto a Leo Vaccari, dovunque egli sia!

Lancidione era un bimbo pestifero. Faceva delle marachelle da matti. Si divertiva a canare. Canare vuol dire prendere i cani e lanciarli dal burrone. Mentre i cani volavano e guaivano Lancidione, sadico e negro, gli lanciava dietro dei sassi aguzzi o dei petardi accesi. Che mariuolo! Un giorno dal panettiere pisciò nella pasta che lievitava e così Barbarigone, il fornaio, fece le pagnotte urinate. Peccato che quel deficente di Lancidione non sapeva che l' urina è ricca di sostanze nutritive come le proteine, le vitamine, il puzzo. Il fornaio Barbarigone così, dopo che i primi clienti, tra cui la vedova del notaio Marizi e la povera Dolfina, si lametarono, ricevette nel negozio un cliente entusiasta. Era Sting. Si sa che Sting, oltre a fare musica di merda, è un naturista e vegetariano convinto. Sting entrò nel locale ed esordì così: "My dear amico bakeraio, do you know, your pane sa di piscio ed è delicious. Fa very very well alla tua skin e alla digestione. Diventerà mio pane tuo pane." Dopo nemmeno mezz' ora entrarono nella panetteria, in successione: Brad Pitt, George Clooney, Obama Bin Laden, Ezio Greggio, Paolo Mieli, George Hagi, i Rolling Stones, Edith Piaf, Pelè, Thomas Locatelli e Peter Frampton. Il buon vecchio Barbarigone, fornaio per necessità, dopo nemmeno un mese ricevette l 'attestato del Gambero Rosso come miglio panettiere d' Italia, dopo due quello del Times come miglior panettiere del mondo, dopo tre la finanza. Ormai guadagnava come un matto. Il capitano della Guardia di Finanza gli sorrise e gli chiese: "scusi, mi da i libri contabili?". Barbarigone rispose: "me sta' a pija po u culo?". Il capitano glissò, comprò un pezzo di pane al piscio e si levò di quattro passi. Il cliente più assiduo, oltre a Sting, era il piccolo mariuolo Lancidione. Egli andava pazzo di pane al sapore di urine e voleva mangiarne tanto. Il problema era reperire però gli ingredienti. Solo Lancidione  mangiava 500mila pagnotte al giorno e si doveva trovare la piscia per poterlo preparare. Si decise così, visto che il paese era diventato famoso, aveva  pure un cartello all' inizio del centro abitato  con su scritto: "capitale mondiale del pane al sapore di urina", di procedere con una sottoscrzione popolare. Sottoscrzione di piscia però. In piazza fu sistemata una gigantesca vasca di pietra dove tutti andavano sempre a pisciare. In periferia e nelle campagne delle autobotti ritiravano invece l' urina a domicilio. Dopo pochi giorni Gasanova sul Macello, così si chiamava il paese, iniziò a puzzare di urina mefitica. Puzzo di qua, puzzo di la, la vedova del notaio Marizi e la povera Dolfina si lamentarono incatenandosi alla parrocchia (che son fedeli). Tempo due giorni e arriva in municipio Sting ,che si sa ama i borghi medievali oltre a comporre musiche tediose, e dice al sindaco: "My dear friend Sindaco, you know? Questo small village is beautiful. Io volere comprare una villa qui. La puzza di urina fa bene a miei polmoni. I can breathe like a baby boy and mia pelle is liscia like a pesca noce."  In alcuni mesi a Gasanova si trasferirono tutti: Brad Pitt, George Clooney, Dino Ferrari, Kolarov, Ezio Greggio, Bruno Vespa, Silvana Pampanini. Alla fine dell 'anno Gasanova sul Macello fu eletto borgo più bello d' Italia dal Corriere della Sera e l 'anno dopo fu eletto borgo più bello del mondo dal Washington Post. Tutti erano felici e ricchi. Ci stavano bar che servivano la piscia soda, ristoranti che proponevano i ravioli alla mousse di urine vecchie, la fontana del mingitore e il MSS, acronimo di museo delle sostanze secrete. Che ridente borgo era diventato il paese di Lancidione, che eroe per caso che era, che amicizia, che basta non ho più voglia.
postato da: beneselve alle ore 09:49 | link | commenti (5)
categorie: nuvelle per bambocci
giovedì, 11 settembre 2008

L' ORCO MANGIA PIADINE DEL POVERO PANTANI

vincentEcco bambocci, dopo un' assenza dovuta al casuale toccaggio pocce di una minorenne (6 mesi di vita) di Bangkok e al relativo rinchiudimento del mio corpo in una prigione nella iungla (iungla feroce), torno tosto da voi con una nuvella per allietarvi le trombe del culo mentre don Gaetano vi fa lo stucco e stiocco col suo bastone pastorale.

EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE dunque iniziamo

Ci era una volta al centro commerciale di Savignano su Rubicone un omone grosso grosso, peloso peloso, barbuto barbuto, dentone dentone, alto alto. Insomma una merda del venti. Questo omone veniva conosciuto da tutti come l' orco mangia piadine del povero Pantani in quanto divorava quantità industriali di cascioni allo squaqquerone e di piade al crudo e rucola.
Si narra che partisse ogni mattina dalla sua casetta in collina e, a bordo di un motobecane 65 "tritanegri" con pignone modificato causa incidente contro un maiale da ingrasso intento a denunciare suo cognato per lesioni gravissime, si recasse nel grande shopping center. Qui l' orco si preparava al suo giorno mangione. Tutti i bimbi che lo vedevano scappavano e urlavano: "aiut aiut". Alcuni correvano dalla mamma, altri dal papà. L' orco rimaneva perplesso; non riusciva a capire cosa facesse di male e cosa potesse spaventare i figliuoli del contado.
Per anni e anni ogni mattina l' orco scendeva dalle colline felice felice di mangiare le piade della Romagna del povero Pantani con lo strutto (le piade non il povero) e  si rattristava subito quando vedeva che faceva scappare i bimbi . Un giorno di sole, mi pare il 7 aprile del 1978, decise che non poteva andare avanti così. Le sue mani grosse grosse adatte a tagliare la legna potevano anche coglier fiori, i suoi piedi grossi grossi adatti a camminare nei monti potevano anche saltare nell 'erba. I bracci grossi grossi adatti a sollevare cani morti potevano anche abbracciare i figliuoli delle madonne ......* della riviera. Pensato questo si diresse in bagno e inizio a depilarsi, si lavò per benino il visone tondo e paciocco, si pettinò e si mise la brillantina. Quindi si diresse in camera e  scelse l 'abito migliore, una divisa della X Mas di suo padre Golotino ancora profumosa di naftalina e melanzane alla partigiana.
Salì in sella al suo Motobecane e si diresse al grande negozio "animali amici di merda e pure rancorosi nonchè idioti e incapaci di favellare" dove comprò un pappagallo bianco e lo chiamò Fortugno. Quindi lo mise in spalla, si guardò allo specchio e maledisse i santi. Fatto questo si piazzò davanti al centro commerciale e iniziò ad aspettare che qualche bambino gli si facesse vicino.
Aspetta aspetta, aspetta aspetta, ancora il coglione è li fermo e i carabinieri di San Mauro gli hanno pignorato casa mentre l 'ispettore giudiziario gli ha rivenduto i beni all 'asta. Io ho comprato il suo motorino e quando lo accendo penso a lui e al suo grasso flaccido e disgustoso e rifletto su quanto sia divertente prendere per il culo i cicciabomba.

*just choose your own kind of madonna between thousands and thousands
postato da: beneselve alle ore 23:43 | link | commenti (9)
categorie: nuvelle per bambocci
martedì, 16 ottobre 2007

PAPERO PIERO

papero piero da giovaneOh poverello papero Piero. Doveva tutti i santi giorni scappare dal contadino. Egli, il papero Piero, sarebbe infatti diventato fegato d'oca succulento da spalmare nei panini dei francesi. Ogni notte egli, il papero Piero, si rannicchiava nella sua gabbietta e pregava di non diventare cibo buono buono. "DIo Papero", pregava, "non far di me un piatto delizioso e lasciami vivere nel corpo di un altrui essere per allontanare da me questo amaro calice di Chateaux d' Assis accompagnato a del prelibato fegato d'oca di me medesimo morto". Detto fatto, il Dio Papero di nome Ludovico lo udì e lo tramutò, subito dopo aver pagato l' addizionale ICI sulla seconda casa, nel batterista degli Yes Bill Bruford. Si ritrovò così in un attimo al volante di una bellissima e velocissima Jaguar nel centro di Londra. Qui parcheggiò l'auto, aprì la portiera laterale e lasciò scendere una fica del 20 che mi sa che era una troia. Bil Bruford allora entrò in un ristorante da ricchi e si mise a sedere con la bella signora dal mestiere birchino. Assieme ordinarono del cibo strano francese che nessuno dei due, che erano ignoranti (si lui suonava bene la batteria ma era ignorante e lei era una maiala e basta) sapevano cosa fosse. Arrivò il maitre, che da noi si chiama servo, e portò il cibo. "Et voilà le foie gras!" , squillò strombazzoso il maitre (o servo). "E che cazzo è?", squillò incazzoso Bill Bruford. "E' dell'eccellente fegato d'oca di Papero Peppolo, signore". "Ma porca la troia... no te cara, scusa, una troia in generale" esclamò il Bruford batterista d'albione "me sto a magnare mì babbo".
postato da: beneselve alle ore 01:11 | link | commenti (2)
categorie: nuvelle per bambocci
martedì, 03 aprile 2007

GITA

CUNEGOIeri sono stato con la mia classe a visitare il carcere criminale di Fossombrone. Devo dire che è un bel posto. Ci sono tante persone simpatiche che si divertono a buttare le saponette in terra e poi dopo dicono: "me lo raccatti il sapone?" E se te rispondi si loro allora si avvicinano e ti fanno un giochetto ganzo che te prendi  e ti pieghi per raccattarlo e loro si avvicinano come se si appoggiassero al tuo sedere divertendosi a ridere e sudare. Se dici non prendono un asciugamano di cotone e te lo tirano nella schiena e te dici perchè e loro rispondono che è la regola e allora dico va bene così se è la regola. Poi dopo ci è uno che si chiama Azuz che è negro e divertente perchè ogni volta che lo guardi dice: "cazzo guardi?" E te ridi tanto ma ti brucia un pò il sederino. Io ci voglio tornare subito al carcere di Fossombrone, anzi spero di avere da grande un carcere anche io che almeno tutti vengono a casa mia che è un carcere a giocare con il sapone che a me diverte anche se brucia un pochino ma quando sono caduto dalla bici per imitare Cunego dicevo che ero forte e allora non faceva male perchè era il sapore della vittoria come dice mio babbo. Voglio che viene pure il mio amico Paolo al carcere così ci si diverte a giocare con il sapone e con Azuz che è tutto nero sembra vestito da negro. Vedessi quanti carceri ci sono. La maestra mi dice che ce ne sono due vicino a casa e allora io mi sa che prendo la bici e pedalando come Cunego ci andrò certamente a vedere tutti i miei amici che dice che non so questa parola: l' indulto si chiama che ci sono i galeotti che corrono per le vie del paese con le borse piene di cose tipo: mascarpone, gioielli, televisioni, cani, forni crematori e si divertono con il babbo di Bernardo che fa il Carabiniere a sparare e a fare delle corse con la bici come me che voglio fare Cunego ma cado. Io da grande voglio fare Cunego con l'indulto che almeno corro tutti i giorni con la bici rossa.

mANLIO
postato da: beneselve alle ore 12:50 | link | commenti (4)
categorie: nuvelle per bambocci
giovedì, 25 gennaio 2007

IL CAGNOLINO GNIUGNIU'

gniugniùIl cagnolino Gniugniù era amato un pò da tutti. Da me, da te, da quello che guidava il pulmino del comune, dal parrucchiere, dalla maestra Mara, da Fidel, da Gianni Togni, dall'ermeneuta, da quello che cade e mai si rialza, da Himmler, da Serpico, da Freddie Mercury, da Richard Benson, da Oliviero, dai rotanti, dagli abitanti di Cartagine, dall'assessore al bilancio del comune di Pescia, da Aureliano Fierro, da Temistocle, da Porrox, dai tifosi del Modica, dal P.R.I., dal puffo baffone, da Ottagono, da Dio, da Verdone, dalle pasticche di simpamina, da Ornella Muti, dallo Scioscio, dall'orsetto giocoso, da Mazinga, da Carlo V, dal mutilato di mmerda, da Kaurismaki, da Otto, da Nove, da Bene, dal Viubbe, dai marziani, da Cerbero, dal Messia, dalle minoranze etniche, da Mavero, dai padri fondatori della sborra, da Carmine Abbagnale, da Bruno Pizzul, dall'impero dei ragni che cucirebbe la pelle, da Ovomaltina, da Quikki, da Pluto, dal Vagnuzzi, da Frescobaldo degli Ammannati, da Macario, da Tarcisio Burgnic, da Nerone, dal Penna, da quello de Valsavignone coi baffi in culo, da Pietro Merda, dai cinque samurai, dal potere, da Vittorio de Sica, da Muratori, da Bobbio, da Bakari Konè, da Fidenzio, da Don Bruno, dal Pompi, da Crisantemi, dall'uomo di mmerda e dalla sua chiave, dal Duro, da Mini Me, da Gordon Pym, da Buccia di banana, dai cani stessi, dalla Madonnina che piange tanto per il male del mondo, dalla mi' nonna, dal cercatore, da Brenno Maggio, da Frisio, dagli amici del baretto, da Tazio Nuvolari, da Eisenmann, da Renato Curcio,  da Franco Califano, dai sostenitori Opere Pie, da Massimo Decimo Merilio, da Merigo, da portatore sano di sfiga, da Fredo Corleone, da Gimmy il Fenomeno, da Gollione, dal sindaco di Matera, da Luigi Chiatti, da Onofrio, dal principe del principato, da quelli della  Uno bianca, dai saltatori con l'asta, da Orco, dai pesaresi, da Romeo Menti, da David Lettermann, da Trogolone, da Gaddo della Gherardesca, dal fulgido amore che la madre ha per il figlio, da Willie Nelson, da  Fontanaro, da Bobby Charlton, dai contadini della piana del  Fucino, dal venditore  di seghe, dai nazisti, da Vermont, da Delacroix, da Zlatan, da  Pancalli, dai dipendenti  Dreamworks, da  Alfieri, dai negri, da Burrito Ortega, da Cassius, dal feroce Saldino, da Roosvelt, dai poponi, da Carolus Woyitlaccio, da Bondi, da Tarzan, da William Prince of Bel Air, dai fragorosi colpi di mortaio, dai tumulti di piazza, da Simon le Bon, da Amedeo Minghi, da Z di Zara, da chi vuol continuare, io mi sono rotto i coglioni adesso...
postato da: beneselve alle ore 16:18 | link | commenti (7)
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venerdì, 19 gennaio 2007

DEL GIGLIO DI FRANCIA

Addentrandomi nella tundra ho scoperto che se aggiungo quattro etti di Prosciutto, tagliato a mano grazie, se possibile con poco grasso. Si grazie. Crudo o cotto? Muori.

giglioL'avvocato Stanzik, forse uno dei migliori amici del cardinal Mazzarino, arrivava sempre alle cene in ritardo. Causa dei suoi problemi con l'orologio era da mesi la damigella di corte, tale Ramilla Brechot, ragazza di 16 anni e  figlia della cuoca, voluta fortemente da quella cornuta di sua moglie come accompagnatrice. Scoprire quindi che Stanzik, mano lunga e disadattato mentale, cultore del tetris con i blocchi di travertino, si dilettasse notte e mane con la puttanella non stupì nessuno al palazzo S.George. Nemmeno Mazzarino, porporato per ambizione e segnale fumogeno vivente di sua maestà Luigi. Fatto sta che quando Stanzik fece il suo ingresso nel salone degli specchi, tutti tirarono un sospiro di sollievo. finalmente si poteva iniziare a desinare, rinunziando magari alla preghiera e mettendo su canale 5, che è pure rinizato il Grande Fratello e diverte un pò a tutti vedere se si finisce con una pipata.  Nel servire gli entrèe un certo Furio, banchiere lombardo con ambizioni da cabarettista, tirò fuori dal taschino gli avanzi di una schedina del totogol del 1603, litografata probabilmente sopra un originale del Carracci dal titolo: "La motosega ingolfata". "Lo faremo morire se non la finisce", tuonò Lina Wertmuller, e tutti finalemente inizarono a mangiare.

postato da: beneselve alle ore 00:47 | link | commenti (5)
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lunedì, 15 gennaio 2007

IL LADRO DI CHICCHI

chicchiniChe se dicessi, giuro, che in Austria ci sono i distributori automatici di chicchi e leccornie installati nei muri perimetrali di fattorie disperse nella foresta  al confine con la Slovenia, voi ci credereste? Io no, ma il ladro di chicchini ci crede sempre. Ed infatti ogni notte, quando le tenebre nascondono il suo volto deforme, egli si reca nei boschi a rubare queste dolci matassine di zucchero e coloranti. Perchè lo fa? Ma per non pagare l' ICI, ovvio. E sarebbe comico che un giorno, mentre tenta di portare a buon fine il suo furto, trovasse me travestito da Borghezio che lo intimo di andarsene, clandestino in uno stato sovrano, e di lasciare i chicchi buoni buoni in mano ai bimbi del villaggio che non c'è. Pindarici voli di Miltoniana memoria allora aprirebbero le sue tasche, e copiose manciate di gommine variopinte andrebbero a cadere in terra, costringendo, in culo a Benny Hill, il pauroso mariuolo a scivolare sulla cascata di zuccherini rodidenti cariabimbi. Perchè noi della Lega, quando ci girano i coglioni, siamo anche capaci di preservare il servizio sanitario nazionale evitando che i marci denti del ladro di chicchi siano gratutitamente visitabili in un pubblico ospedale qualsiasi.

ROMA LADRONA 

un grazie a Molox per il ricordo after Reflex

postato da: beneselve alle ore 00:07 | link | commenti (4)
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lunedì, 08 gennaio 2007

APOCALIPS NAU

apocalisseLa funzione religiosa stava finendo quando, proprio mentre Don Gaspare alzava l'ostensorio per benedire i fedeli, un rombo sordo si udì dal fondo della navata. Sguardi accigliati, frasi disconnesse, volti trasaliti. Ma cosa stava succedendo? In un istante, talemente breve da diventare quasi vuoto temporale, il portone principale esplose, una nuvola di fumo penetrò nel tempio. Tra starnuti e gemiti di dolore, i fedeli si voltarono verso l'entrata. Oltre la cortina, lento ed inesorabile, il rombo si fece più insistente. Nessuno fece in tempo ad allontanarsi dalla propria panca che già iniziò a notare il motivo di tale, inumano rumore. Una Lada Niva 1800 benzina 4x4 del 1987 fece il suo funereo ingresso davanti al presepe. Si fermò, mise in folle. Un finestrino, nel diradarsi del fumo, venne abbassato ed una voce gracchiante proveniente dal bolide urlò: "che, qualcuno viene a tartufi? No, perchè io m'avvio."

postato da: beneselve alle ore 14:31 | link | commenti (3)
categorie: nuvelle per bambocci
martedì, 26 dicembre 2006

L' UOMO CHE NE SAPEVA UNA PIU' DEL DIAVOLO

spinarioC'era una volta, tanti anni fa, un un omo che ne sapeva una più del diavolo. E tutti gli abitanti del paesello si recavano alla sua casetta per porgergli tante domande. Tipo: "Chi lo vince lo scudetto?", "Chi sono io?", "Che ne sarà di noi?*", "Chi sei?", "Chi sette?", "Bocca e culo?". "Centomila".

*(dopo mi butto nella stufa per aver citato Muccino, giuro)

postato da: beneselve alle ore 01:29 | link | commenti (6)
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giovedì, 30 novembre 2006

IL MARINAIO INCENDIARIO

marinaioC'era una volta un marinaio incendiario. Si chiamava Erenno Sacci, ed era originario (1) di Locarno, Svizzera. Questo marinaio iniziò a fare il marinaio per amore del mare, ma in Svizzera non c'era il mare. Allora decise di correre tanto tanto per cercare un posto dove trovarlo. Violentando il sacrestano non si ottiene niente, questo gli aveva insegnato la mamma, e lui lo sapeva bene che si dovevano anche rispettare i comandamenti, tipo: non rubare, non parlare a bocca piena, non dire falsa testimonianza, non succhiare il succo dei foratini che sono pieni di cemento e  bachi. Con il suo sacchettino di stoffa partì alla ricerca del mare. Cerca, cerca, cerca, vide che c'era un'offerta speciale alla Euronics (2). Un grande televisore all'ingresso del negozio proiettò, proprio mentre lui stava entrando, l'immagine di un bel mare azzurro azzurro, con sopra una bella barchetta gialla. La vide, sorrise, e disse: "Finalmente il mare". Ma il commesso, che rompe sempre i coglioni quando non serve e invece quando lo vuoi lui dice che è in pausa caffè, intervenne: " Bello è. Dolby trilogic, HD, ultrapiatto, plasma, teletext, telecomando, connessione usb, il tutto a soli 30000 (mila) euri. Sei contento?"

NOTE PER I BIMBI CHE NON SANNO LE PAROLINE DIFFICILI:

(1) ORIGINARIO: Blasto

(2) EURONICS: tipo Eurodisney, ma con mutui a tasso zero

postato da: beneselve alle ore 23:26 | link | commenti (7)
categorie: nuvelle per bambocci