Cennino Cennini direbbe: "fanno cacare!". Son loro: gli occhial' a vuommere! L' ispirazione per un breve saggio mi è venuta in seguito ad un nuovo ed interessantissimo sondaggio di Facebook. Dopo i vari: "se fossi un minerale quale saresti?", "torneranno assieme Barabba e Pilato?", "che linfonodo più ti rappresenta?" ecco qua " Arisa, Nicola e Patty... fanno parte della stessa famiglia?". A parte tutto la risposta è no, in quanto Arisa fa di cognome Bastoni, vive a Licata e discende da una famiglia di fornai del Siponto, Matteo di fu Mirante Placido muove il suo albero genealogico dalla bassa Slesia fino astanziarsi nella prima decade del XIX secolo a Tesano sul Naviglio, mentre Patty è morta. Noi vorremmo oggi capire non perchè è sorta la domanda del cazzo ma da dove deriva l' accessorio che li accomuna, il celebre "occhial' a vuommere".
Il Papa a Yad Vashem "Non negare la Shoah, ma nemmeno la bontà del calippo alla fragola". Con queste parole di conforto mi sono sentito in dovere di riprendere dalla libreria, proprio li fra "Delitto e Castigo" e "Il Sistema Della Lingua: Da De Saussure a Mino Reitano", il mio caro volume della Bibbia miniato dai monaci morti. Ho spolverato la copertina di scalpo ceceno, ho sciolto le cinghie di cuoio e sono sprofondato in una psichedelica lettura. Mentre i volti contorti di Hendrix e John Cale mi chiedevano se avessi gradito la cena ho rivissuto fisicamente l' epopea dell' allagamento della terra e la partenza dell' arca di Noè ( il ciclista della Liquigas escluso dal Giro). Ho passato in rassegna tutti le coppie di animali che vi sono saliti, dalla A di Amedeo Goria alla Z di Zanzara. Ho rivisto il vecchio barbuto e canuto ed i suoi figli che timonavano l' immenso natante. Direzione: Promano! Noè piangeva, si domandava perchè il mondo, pieno di peccati e schiavo della sodomia, si concedesse così poco a Dio! Le risposte non le trovava, cercava dentro di se,nello sguardo di Jafet, Sem e Cam ( i nomi del terzo figlio li da Wikipedia). Non ottenne risposta fino all' autogrill Chianti Est. Qui Dio, o colui che tutto puo ma non lo fa, o colui che si vendica e lancia piaghe e stermina popoli ma poi però se fai il buono ti manda in ferie, o colui che firma le giustificazioni false ma non firma le delibere comunali, o colui che scontenta gli egiziani e i filistei ma accontenta il popolo eletto perchè è eletto, o colui che prende a tonfi nel muso Giacobbe ma poi gli porge ghiaccio spray, o colui che fa quasi commettere scotennare il figlio ad Abramo ma poi gli dice: "scherzavo", o colui che gioca tredici triple e poi non ha i soldi per pagare però dice: "con questa schedina si vince a man bassa", o colui che meno lo nomini più ti crescono i baffi, o colui che soggiogò Buonarroti e lo aggobbì e lo fece diventare frustone ma però che artista divino che era, o colui che dribblò Romario al Mundialito, o clui che frenò nella ghiaia per fare il figo ma finì le gomme. Dicevo, scusate, qui, dentro le pieghe dell' insalata di un Camogli (dove l' insalata non c'è e quindi fu miracolo) Dio gli disse: "Conduci l' Arca a caso, come gli skipper di Mascalzone Latino, e vedrai che prima o poi ci si ferma e si espiano 'sti cazzo di peccati e si salva pure qualche decinaia di polli, due o tre maiali e magari 'na dozzina di procioni". Al che Noè ( il ciclista della Liquigas escluso dal Giro) tirò la volata e Bennati vinse la prima tappa della Tirreno-Adriatico. Amen
Che avete mai visto un vitello Chianino picchiare a sangue un vitello di Frisona? Avete mai visto un galletto Mugellese mandare affanculo un bel pollo Modenese? Lo avete mai visto, razza di coglioni?
DOMANDA: Ossiddai per favore parlami un pochetto della mmusica dei giovani che poi tanto non lo fa nissune e tu sei saggio e ti piace le note musicali.a selve!..scavando nel giardino dietro casa, quello dove sotterravo i bambini
morti, ho trovato una piccola nuvelletta di carattere storico-sociale,
impregnata di quell'ardore che oggi, partitodemocraticamente parlando, anima più
che allora i nostri animi, con animo. Io vendèti l'anima al diavolo nel '59.
“….and dances with the daffodils”
(W.Wordsworth)
Nel corso dei suoi studi mentecatti, il cistercense trequartista Letckhov (di propaggini bulgare), si imbattè presso una sedicente comitiva di gitani [di ascendenze montenegrine (Montenegro: pop.99999 abitanti – forma istituz. valvassaggio feudale – capitale: Kilimangiaro)], oltre i quali nulla potè “se non l’ardir del subitaneo vaffanculo” (cit. me stesso).
Il primo contatto cataclastico fu nobilitato decisamente dalla caduta di una faglia (la cosiddetta “Rift Valley”, pare), di quando in quando si fece sera in sul far del crepuscolo sennonché quest’ultimo crepò miseramente allorché cadde in fallo a fondocampo ad opera dei blucerchiati [uno studente serbo nel 1914 assassinò l’arcicaccia Francesco Ferdinando (efeceanchebene)2 ].
Squillò improvvisamente il manganello (capostipite dell’odierno fornello®), e, implodendo, la massa gelatinosa imbrattò chicchessia imperocché annunciarono la lieta scomparsa i parenti tutti. Ma le opere di bene tardarono ad avvicendarsi agli omaggi floreali anche se nessuno lassù in mansarda osò controbattere ragguardevolmente (ala fine Letckhov prese una strizzata de coglioni e un bruciaculo tuttavia storicamente irrilevante).
La saluto salubremente, Mea.
P.S. (fonti di origine scrovegna propugnarono che il sovracitato si rifiutò di tirare giù lo sciacquone sociale).
Mancano ormai pochi mesi all'uscita del nuovo film di Magareth Mazzantini, nota scrittrice, sceneggiatrice, pranoterapeuta, cosmologa, filosofa, esteta, cardiologa, omologa, fedifraga, pedofila, scintoista e carrozziera, già moglie del Sergio Castellitto nazionale -da applausi la sua interpretazione di Padre Pio nella fiction per Rai Uno (o era canale 5), sopratuttto nella scena in cui Padre Pio, beccato dalla contadina a rubare formaggio, si caga addosso dalla paura e fa cadere lo stracchino dai fori delle stigmate-.
Nel dirigere il suo prossimo film Alfonso Zeffirelli, pregevole maestro della macchina da presa nonchè fratello del più noto Massimetto a sua volta fratello del celebre Arturo, gemello omozigoto di Polendino Zeffirelli, a sua volta cugino di secondo letto di Franco, si sente euforico. Già percepiamo la sua voglia di raccontarci tutto dai primi istanti in cui appare nella stanza, una camera d'albergo riadattata ad improvvisato studio televisivo. "Sciamani dislessici", questo è il titolo provvisorio del film che vede "RaiTrade" tra i produttori assieme a "SKY", "Pathè cinematografica" e "Macelleria da Enzo carni equine".
Ha cambiato l'intero corso della storia moderna, ha scardinato i canoni della metrica, ha appassionato milioni di persone. No, non è Conan il Distruttore; bensì Ungaretti. Riproponiamo qui, grazie alla minuziosa ricerca archivistica del prof. Alversio Terrabattuta , una nuova poesia che verrà presto pubblicata su collana bianca Einaudi, canzoniere totale delle opere scritte dal maestro.
Ecco ora un passo di quel bestseller strappalacrime di Paulo Coelho : "sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (te credo, cacavo i noccioli d'albicocca)"
A noi giovani ci piace le droghe. Tipo a me mi piace di sballare con la eroina o cocaina e vedere immagini tipo cartone giapponese ma con Cannavaro che si diverte a dribblare Yepes del PSG. A una amica mia ci piace le droghe sonnolose che ti mandano in una botta di sonno da dormire tipo MDMA. Ma a me non sembra che ti fa sonno, anzi ti da una lacca della madonna (cane). Rodolfo mi ha invitato al Mojito Lounge Club perchè ha detto che la ci si droga con la bamba a botta di brutto. E ci sta una fracassa di fica, di bacardi briser, che però costano tanto e tutti si pippano la bamba che costa meno e ti fa trombare tutte le donne. Lo giuro.
Avevo promesso che avrei smesso, ma insistenze editoriali mi costringono a riprendere tale rubrica. Dio salvi la Regina se ha tempo.
Mi son detto, basta con la rubrica "educhiamoci a labbrate". Ma poi ho ritrovato sotto l'armadio (a calzar una gambuccia in guisa leonina, eh eh canterano Luigi XVI, mica seghe) una copia di "Va dove ti porta il cuore" di Susannone Tamaro. La risposta è: affanculo. Ecco a voi il passo:
Allora che feci, no, spinsi quel carretto pieno de patate giù per la sbrecciata. O 'n maccorsi dopo venti metri che dentro c'era il mì nipote? Corri giù a ripigliallo 'sto matto. corri na sega. S'è rotto 2 femori. E io li per li, ridi giù. Fortuna che 'sti citti sò fatti de gomma al giorno d'oggi. come quando ero picino io, no, e facevo i versi, no. Per esempio pigliavo e pisciavo dal terrazzo della mì nonna. allora 'na volta c'era la mì nonna che governava i polli giù ne l'aia e io dal terrazzo, giù pisca. O gni pisciai in testa? E no? Matti oh. E poi il mì nonno dietro co' la paletta della stufa. Oh, è de ferro mica cazzi! Corrime dietro per tutta casa, e io che ridevo come un cittino. O non vado, che c'era quel divano che c'è ancora, a scivolà in terra? Il mì nonno, me s'avvicina, me ride nel muso, me dice: "bravo scemo". E pumme, 'na palettata precisa nella schina. Va, c'ho ancora il segno. Saran passati trent'anni. Il fatto è che 'na volta ci se sapeva divertire con poco. Dù sassi tronchi, quattro legni, e se stava bene 'n pomeriggio. Adesso co' sti trabiccoli, e la pleistescio, e 'l cellulare, la motìna. Ma vadano affanculo, va. E se stava pure più a l'aria aperta. Sempre fori a pancia gnuda e grillo ritto.
Giuro che è l'ultima. Dovevo però, vista la levatura dell'autrice, citar tale libello.