LE NUVELLE DELLA SPESA AL MERCATO

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JE SUIS TIRATOR DI FRENI A MANO PER CONTO TERZI. ESEGETA DEL TORRONE. FELIX INTERPRETADOR DELLA BATTAGLIA D'ALGERI. MUTILATO DI GUERRA.

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mercoledì, 19 agosto 2009

LA MODA DELL' OCCHIAL' A VUOMMERE

occhiali a vuommereCennino Cennini direbbe: "fanno cacare!". Son loro: gli occhial' a vuommere! L' ispirazione per un breve saggio mi è venuta in seguito ad un nuovo ed interessantissimo sondaggio di Facebook. Dopo i vari: "se fossi un minerale quale saresti?", "torneranno assieme Barabba e Pilato?", "che linfonodo più ti rappresenta?" ecco qua " Arisa, Nicola e Patty... fanno parte della stessa famiglia?". A parte tutto la risposta è no, in quanto Arisa fa di cognome Bastoni, vive a Licata e discende da una famiglia di fornai del Siponto, Matteo di fu Mirante Placido muove il suo albero genealogico dalla bassa Slesia fino astanziarsi nella prima decade del XIX secolo a Tesano sul Naviglio, mentre Patty è morta. Noi vorremmo oggi capire non perchè è sorta la domanda del cazzo ma da dove deriva l' accessorio che li accomuna, il celebre "occhial' a vuommere".
Questo specifico tipo d' occhiale, oggi indossato dai modaioli puttanieri napoletani e dalle budelle nei loro sciallati passeggi domenicali, ha una lunga e diverente storia.
Poco dopo la sconfitta di Castillon, patita dagli inglesi durante la celebre guerra dei cent' anni, il prode Arturo Merzario, pilota di indubbia fama dalla volitiva mascella (come il Duce e Mesto del Genoa), detenne per alcuni anni il controllo del principato di Arbergiac, a sud di Tastiron. Qui  diede inizio  ad una artiginale produzione di occhiali ad uso dei giovani locali che, vista la moria di donne causata dalla peste, dovevano in qualche modo sfogare i loro repressi impulsi. I monaci del locale convento, di "Sant Amboise Col Verduraio Ci Fa I Litigs E Non Gli Pag Nimmanc Le Verze" crearono lo strumento . Dicevano che sarebbe stato utile, testuali parole: per offuscar la vista de li iovinotti e render anco lo peggior ballistaro de lo contado de Agobio capace di trombar li montoni et omnia le beschie de lo creato.
Alla maniera dell' ottico di De Andrade (svincolato) costruirono gli occhiali  che consentivano agli scapoloni di vedere fiche belle e vogliose in qualsiasi cosa: dai sassi, ai cingalesi, alle suddette bestie. E giù tromba te che ti trombo io, i ragazzi sparsero il seme per le vallate di mezza provincia, inizando anche a far fermentare il mai troppo amato bacillo della sifilide.
L' idea si manifesta nefasta, asta tosta per tutti i gusti! Dopo pochi mesi il velo nero del lutto iniziò a calare su Arbergiac colpendo anche il pilota nonchè principe Arturo Merzario. Suo figlio Susannotamaro, delfino di Francia e bel pezzo di merda, indosso gli occhiali, gli trombò la cagna convinto fosse Claudia Schiffer e la inseminò di rabbia. Questa a sua volta morse il principino e lo contaminò costringendolo a letto con una delirante febbre. Febbre che si portò via il giovinotto (lo portò a Riccione) in due settimane. Merzario, distrutto, convocò i monaci inventori dell' occhiale e li condannò all' esilio in quel di Napoli. Qui, dopo la lunga trafila burocratica riuscirono a modificare gli occhial' a vuommere, così eran conosciuti nella ridente città partenopea, e  brevettarli col nome di "occhiali a raggi x". In seguito vinceranno il premio come "invenzione bella" al festival delle invenzioni belle e diverranno un must. Matteo, Arisa, Patty, Luca Badoer e Mastella ne vanno matti e indossano questo accessorio notte e di, ma già dagli anni ottanta  e novanta spopolavano. Cecchi Gori grazie a loro  ha conosciuto Cecchi Paone e Gigi Lentini li nascondeva in camera di Silenzi ai tempi del Torino mentre gli yuppies della Milano da bere li rubavano agli zingari dopo avergli dato a fuoco! Ecco la storia, andate in culo!

occhiali-a-raggi-x
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categorie: educhiamoci a labbrate
martedì, 12 maggio 2009

L 'ARCA DI NOE'

noèIl Papa a Yad Vashem "Non negare la Shoah, ma nemmeno la bontà del calippo alla fragola". Con queste parole di conforto mi sono sentito in dovere di riprendere dalla libreria, proprio li fra "Delitto e Castigo" e "Il Sistema Della Lingua: Da De Saussure a Mino Reitano", il mio caro volume della Bibbia miniato dai monaci morti. Ho spolverato la copertina di scalpo ceceno, ho sciolto le cinghie di cuoio e sono sprofondato in una psichedelica lettura. Mentre i volti contorti di Hendrix e John Cale mi chiedevano se avessi gradito la cena ho rivissuto fisicamente l' epopea dell' allagamento della terra e la partenza dell' arca di Noè ( il ciclista della Liquigas escluso dal Giro). Ho passato in rassegna tutti le coppie di animali che vi sono saliti, dalla A di Amedeo Goria alla Z di Zanzara. Ho rivisto il vecchio barbuto e canuto ed i suoi figli che timonavano l' immenso natante. Direzione: Promano! Noè piangeva, si domandava perchè il mondo, pieno di peccati e schiavo della sodomia, si concedesse così poco a Dio! Le risposte non le trovava, cercava dentro di se,nello sguardo di Jafet, Sem e Cam ( i nomi del terzo figlio li da Wikipedia). Non ottenne risposta fino all' autogrill Chianti Est. Qui Dio, o colui che tutto puo ma non lo fa, o colui che si vendica e lancia piaghe e stermina popoli ma poi però se fai il buono ti manda in ferie, o colui che firma le giustificazioni false ma non firma le delibere comunali, o colui che scontenta gli egiziani e i filistei ma accontenta il popolo eletto perchè è eletto, o colui che prende a tonfi nel muso Giacobbe ma poi gli porge ghiaccio spray, o colui che fa quasi commettere scotennare il figlio ad Abramo ma poi gli dice: "scherzavo", o colui che gioca tredici triple e poi non ha i soldi per pagare però dice: "con questa schedina si vince a man bassa", o colui che meno lo nomini più ti crescono i baffi, o colui che soggiogò Buonarroti e lo aggobbì e lo fece diventare frustone ma però che artista divino che era, o colui che dribblò Romario al Mundialito, o clui che frenò nella ghiaia per fare il figo ma finì le gomme. Dicevo, scusate, qui, dentro le pieghe dell' insalata di un Camogli (dove l' insalata non c'è e quindi fu miracolo) Dio gli disse: "Conduci l' Arca a caso, come gli skipper di Mascalzone Latino, e vedrai che prima o poi ci si ferma e si espiano 'sti cazzo di peccati e si salva pure qualche decinaia di polli, due o tre maiali e magari 'na dozzina di procioni". Al che Noè ( il ciclista della Liquigas escluso dal Giro) tirò la volata e Bennati vinse la prima tappa della Tirreno-Adriatico. Amen
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mercoledì, 14 maggio 2008

LA TORRE DI BABELE

torre di babeleChe avete mai visto un vitello Chianino picchiare a sangue un vitello di Frisona? Avete mai visto un galletto Mugellese mandare affanculo un bel pollo Modenese? Lo avete mai visto, razza di coglioni?
Ecco perchè l' uomo vive con un solo difetto rispetto al resto del creato. E no, non è il pollice opponibile. E' la favella. Babele è crollata millenni fa e se ancora fosse rimasta in piedi l' avrei di certo vista su Google Earth.
Si sotiene, non a torto, che la torre di Babele fosse il tentativo  dell' uomo di avvicinarsi a Dio. Questi, dopo aver perso a poker su internet, decise di farla crollare. La gente allora iniziò a domandarsi: "o dove andiamo a vivere?" E così iniziarono tutti a spargersi per il mondo. Qualcuno andò dove ora si trova Pontremoli, altri si recarono nell' attuale Battipaglia, diversi decisero che la valle dove oggi sorge Pavia fosse un luogo piacevole ed ameno. Io non l' ho scelto ma penso che mi abbiano destinato, gli antenati, un posticino parecchio di merda. Fatto sta che così la gente iniziò a vivere dentro enclaves che non necessitavano più di un codice comunicativo comune, utile ai capomastri della torre e agli operai (erano tanti, praticamente tutti) a farsi capire per evitare cadute fortuite di mattoni o utilizzi impropri del cemento, che all' epoca si faceva con la merda. Ognuno a quel punto abbisognava della propria lingua per farsi capire dai suoi compari e basta, per ordinare il caffè al bar così come per parlare dell' Inter che rischia di prendersela nel culo.
Nacquero i crucchi, i polacchi, i sardi, i cinesi e i portoghesi. I cinesi erano fatti con gli occhi a mandorla. Ci sta chi dice per via del fatto che i mongoli venivan dal freddo e gli faceva più comodo pararsi dall' addiaccio.  Io non ci credo e comunque Cristo  non c' entra un cazzo in questa parte della storia. Almeno così "si dice" e comunque in Cina ci sono diversi cinesi senza occhi a mandorla.
Già in India non ci sono cinesi ma indiani. Che sono color negretto per via della melanina che gli serviva per pararsi dal sole che la, si sa, non è come da noialtri. Vedi poi tutti i popoli non bianchi come quei matti dei boliviani o i negri in generale che, se scendi verso il Senegal, hanno pure il grillo assai lungo; ma questo non me lo so spiegare così su due piedi. Comunque se ci sono i negri, i cinesi, le lingue, tutti questi cazzi, è solo colpa di Dio (per chi ci crede). E io gliene direi quattro al Papa (che si dice interpreti il pensiero di Dio) se mi venisse a rompere i coglioni col fatto che siamo tutti uguali. "Uguali una ricca sega", gli direi. Siamo ma differenti. Te ci hai fatto crollare Babele? E noi ci si modifica in guisa di francesi, laotiani, calabresi e siciliani. Poi però non dire che siamo tutti figli tuoi. I cinesi per esempio a chi la danno la colpa o il privilegio di essere con gli occhi a mandorla, la pelle giallina e il grillo piccino? A Budda? Ma lui non l' ha mica buttata giù la torre di Babele! Anzi, a Budda non gliene poteva fregare di meno di Babele. Lui stava grasso sotto l' albero a fumarsi le canne. Sai che cazzo gliene frega a Budda di far crollare una  torre per arrivare a toccare Dio. L' avessero fatta per toccare a lui, ma lui era sotto l' albero a drogarsi felice e beato nel nirvana. E perchè a Allah gliene poteva fregare di meno? No! Anzi, se sei musulmano quando muori puoi pure trombare le vergini e bere su fiumi di miele; che è molto meglio del paradiso, con tutto il rispetto. In paradiso che fai? Come diceva Hitler dopo che scrisse Dorian Gray: "in paradiso per il clima, all' inferno per la compagnia". Ma allora non è meglio andare a morire dai musulmani? Convertitevi cristiani, almeno evitate anche la rottura di coglioni di Babele. Io nel frattempo, mentre ci pensate, mi domando: "ma perchè tu, Dio, dici le cazzate? Che allora non è vero una sega di Babele?" Mi sa di no!

Con piacere si inaugura una nuova rubrica sotto l' amata sezione "educhiamoci a labbrate". La rubrica si chiama: "fido e la fede". Si propone di studiare la visione del cattolicesimo dal punto di vista dei cani e degli uomini (che poi son la stessa cosa)
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martedì, 02 ottobre 2007

CENSO RE DEL ROCHENDROLL

chipmunksDOMANDA: Ossiddai per favore parlami un pochetto della mmusica dei giovani che poi tanto non lo fa nissune e tu sei saggio e ti piace le note musicali.

RISPOSTA: La musica che piace ai giovani di tutte le età è quella musica bella che vedi alle tv americane. questa musica bella bella ha impiantato nel sistema nervoso centrale e periferico del 18enne tanta voglia di: musica bella bella, soldi, fica (se chi vede ha il cazzo), cazzo (se chi vede ha la fica), auto grosse e veloci, ciondoli da collo dal peso di vari chili per fare il rap, amicizia coi negri del ghetto di Danzica, limousine, Britney Spears che balla, curiosità del parrucchiere che in America si chiama gossip. La musica è dunque cambiata, l'impianto percettivo che filtra il messaggio è diventato l'occhio, non più l'orecchio (e mai pezzo bello bello per i vecchi come "radio gaga" diventa un'altra canzone di merda dei Queen che io stimo). Oggi se tu vedi MTV ti diverti tanto che ci sono dozzine di donne tutte gnude ad ogni ora che ti fanno divertire con le loro avventure in Mercedes o sul quel gippone gigante chiamato Hummer che lo compra solo chi non scopa o chi è impotente. Anche perchè guidalo te l'Hummer nel centro storico di Matera, cretino. Detto questo si pensa che la musica sia un vettore universale che trascende il messaggio di chiusura e imbarbarimento che certi popoli hanno per avvicinarli ai dorati lidi della California o al porto di Southampton.  Questo è vero solo in parte. Pensa te ad un pastorello delle colline uzbeke e non vedrai nei suoi occhi la voglia di vivere a Palm Springs (occomecazzosichiama) bensì la voglia di massacrare la madre con un femore di vitello per averlo partorito in tale landa di mmerda. E qui subentra il motivo scatenante la controriforma. Lutero, spinto incessantemente dai prìncipi tedeschi e dalle piccole corporazioni bancarie, dovette muoversi nella direzione più rischiosa: sfidare Roma. Fortuna che noi in Italia non teniamo certi problemi e abbiamo grandi gruppi musicali che non ci portano a sfidare Roma, bensì ci intorpidiscono la testa con subliminali messaggi iniettati da Azione Cattolica. Il più grande esempio di questi è Simone, quell'imbecille che faceva Music Farm con la Ventura. Lo vedevi che aveva 'na voglia matta de prendere Dolcenera ,  tappargli la bocca con la mano e qualcos'altro col pisello. Ma egli, tapino, era un ciellino e non poteva. Baccini invece, sottovalutato ficaiolo e grande uomo di cultura, lasciò il suo spirito apollineo nel cassetto e provò a trombare. Ora io una volta ho sentito dire testuali parole: " Sono stato al concerto di Vasco e prima di lui suonava Simone, quello che è andato a Music Farm. Lo sai che non è male per niente?" Eh eh eh eh eh eh eh eh eh eh eh eh eh eh. Rido. Premetto che voglio bene a Vasco come voglio bene al cane cieco di Sandra Mondaini, ma non si dicono queste cose. I dilemmi che sorgono dunque sono due. E' Vasco il più grande rocker italiano che mette i video su MTV dove è pieno di fica e ci si diverte pure a tirare le sassate ai Finley o forse egli è solo un ipocrita paraculo stronzo  indigesto millantatore di cazzate? La risposta ai posteri. Beccati intanto il testo dell'ultimo capolavoro di Vasco, che sarebbe poi il secondo dilemma.

Voglio trovare un senso a questa sera
Anche se questa sera un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa storia
Anche se questa storia un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa voglia
Anche se questa voglia un senso non ce l’ha

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà...
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...

Voglio trovare un senso a questa situazione
Anche se questa situazione un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa condizione
Anche se questa condizione un senso non ce l’ha

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...
Domani un altro giorno... ormai è qua!

Voglio trovare un senso a tante cose
Anche se tante cose un senso non ce l’ha

nella speranza di essere stato esaustivo la saluto.
Baccio Pontelli
postato da: beneselve alle ore 15:48 | link | commenti (4)
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mercoledì, 01 agosto 2007

DAFFODILS

august sptember 2006 022a selve!..scavando nel giardino dietro casa, quello dove sotterravo i bambini
morti, ho trovato una piccola nuvelletta di carattere storico-sociale,
impregnata di quell'ardore che oggi, partitodemocraticamente parlando, anima più
che allora i nostri animi, con animo. Io vendèti l'anima al diavolo nel '59.


“….and dances with the daffodils”

     (W.Wordsworth)

 

 

Nel corso dei suoi studi mentecatti, il cistercense trequartista Letckhov  (di propaggini bulgare), si imbattè presso una sedicente comitiva di gitani  [di ascendenze montenegrine (Montenegro:  pop.99999 abitanti – forma istituz. valvassaggio feudale – capitale: Kilimangiaro)], oltre i quali nulla potè “se non l’ardir del subitaneo vaffanculo”  (cit.  me stesso).

Il primo contatto cataclastico fu nobilitato decisamente dalla caduta di una faglia (la cosiddetta “Rift Valley”, pare), di quando in quando si fece sera in sul far del crepuscolo sennonché quest’ultimo crepò miseramente allorché cadde in fallo a fondocampo ad opera dei blucerchiati  [uno studente serbo nel 1914 assassinò l’arcicaccia Francesco Ferdinando (efeceanchebene)2 ].

Squillò improvvisamente il manganello (capostipite dell’odierno fornello®), e, implodendo, la massa gelatinosa imbrattò chicchessia imperocché annunciarono la lieta scomparsa i parenti tutti.  Ma le opere di bene tardarono ad avvicendarsi agli omaggi floreali anche se nessuno lassù in mansarda osò controbattere ragguardevolmente  (ala fine Letckhov prese una strizzata de coglioni e un bruciaculo tuttavia storicamente irrilevante).

 

La saluto salubremente, Mea.

 

P.S. (fonti di origine scrovegna propugnarono che il sovracitato si rifiutò di tirare giù lo sciacquone sociale).

postato da: beneselve alle ore 14:30 | link | commenti (2)
categorie: educhiamoci a labbrate
mercoledì, 25 luglio 2007

INCONTRO CON I MAESTRI: MARGARETH MAZZANTINI

macchina da presaMancano ormai pochi mesi all'uscita del nuovo film di Magareth Mazzantini, nota scrittrice,  sceneggiatrice, pranoterapeuta, cosmologa, filosofa, esteta, cardiologa, omologa, fedifraga, pedofila, scintoista e carrozziera, già moglie del Sergio Castellitto nazionale -da applausi la sua interpretazione di Padre Pio nella fiction per Rai Uno (o era canale 5), sopratuttto nella scena in cui Padre Pio, beccato dalla contadina a rubare formaggio, si caga addosso dalla paura e fa cadere lo stracchino dai fori delle stigmate-.
Ed ecco l'intervista:

Margareth, allora, come ci si sente ad aver quasi terminato un nuovo film?
Beh, dovrei dire bene, ed invece già mi manca il set. Avrei bisogno, che rimanga tra noi ovvio, di una nuova ispirazione per poter partorire un altro romanzo come "Non ti muovere", poi farci un filmino dietro con Penelope Cruz conciata come una bambola mangiata dai cani, in questo sud Italia che non è sud ma un pò una sorta di arcadia di merda dove non funziona un cazzo e la figlia del primario batte col motorino e allora tutti a piangere che hanno patito tanto Castellitto e la Gerini per fare 'sta figliola che gli casca dal motorino e allora tipo ti trombi la Cruz tutta sfatta che abortisce e muore o forse no, però con sempre quel sottile disagio sociale che a noi autori italiani piace che l'intrattenimento non è poi il nostro forte.
E del nuovo film, del nuovo film, cosa ci dici?
E' un film particolare, incentrato sulla storia di un ragazzo americano che, dopo aver passato un pomeriggio in un laboratorio veterinario ed essere stato morso da un ragno, si trasforma in una sorta di aracnide umano con la possibilità di lanciare delle ragnatele dalle mani, camminare a testa in giù, sentire i rumori con gli ultrasuoni e picchiare a sangue degli idioti travestiti da gargoile che sfrecciano sopra dei surf a reazione. Sceneggiatura stile Gardaland
Molto interessante, ma non pensi che si distacchi un pochetto dalla tua linea?
In effetti è un progetto un pochetto avventato, ma sempre meglio di un film che racconta la storia di un venditore di cristalli che promuove i suoi prodotti guidando una bici con i freni rotti giù per lo Stelvio. E poi l'idea è maturata dopo che ho capito che le donne, sopratutto loro, piangono come viti tagliate ogni volta che qualcuno prende una scarica di legnate, o che viene sodomizzato in preda a turbe psichiche. Quindi questa idea del  ragno, del diverso, della  possibilità di trascendere dall'umano e ricercare il divino sotto la  forma di un insetto, reietto, solo nel suo mondo, così vulnerabile ma così distante e minuscolo, quasi innocuo, mi attirava. Poi sia chiaro, a noi ci piace l'arte, mica seghe. Tipo che se io vado al ristorante ci devo andare da artista, mica posso andarci da, che ne so, geometra. vedi è una sorta di dono, la possibilità di mischiare in uno shacker centinaia di stronzate, di frasi di merda, di boiate assurde, poi magari ci vinci dietro pure un premio letterario. Insomma, Hemingway non aveva capito un cazzo.
Un saluto per i tuoi fans?
Stanotte verrà l'angelo della morte e vi dirà che vostra madre ha la piorrea.
postato da: beneselve alle ore 17:42 | link | commenti (4)
categorie: educhiamoci a labbrate
mercoledì, 04 aprile 2007

INCONTRO CON I MAESTRI: ZEFFIRELLI

macchina da presaNel dirigere il suo prossimo film Alfonso Zeffirelli, pregevole maestro della macchina da presa nonchè fratello del più noto Massimetto a sua volta fratello del celebre Arturo, gemello omozigoto di Polendino Zeffirelli, a sua volta cugino di secondo letto di Franco, si sente euforico. Già percepiamo la sua voglia di raccontarci tutto dai primi istanti in cui appare nella stanza, una camera d'albergo riadattata ad improvvisato studio televisivo. "Sciamani dislessici", questo è il titolo provvisorio del film che vede "RaiTrade" tra i produttori assieme a "SKY",  "Pathè cinematografica" e "Macelleria da Enzo carni equine".
Ed ecco l'intervista:

Maestro, allora, ci racconti un pochetto del suo nuovo film "Sciamani Dislessici"

Certo caro. E' la storia di due sciamani dislessici che abitano nelle alture dello Yucatan, tali Pedro Escriva ed Alejandro Irruabarrena de la Sosa, che tentano da decenni di svolgere la loro ancestrale attvità. Hanno però un piccolo problema, essendo dislessici, quando cercano di officiare i loro riti si ritrovano sempre a sbagliare formula magica e, mi conceda la licenza Kantiana,  trasformano gli abitanti del villaggio in cose matte. Tipo se uno è malato di gonorrea, favolosa la scena in cui Faldon de la Minambres cerca di farsi curare al tramonto, si trasforma in un pacco di sottilette vuoto, mentre se uno ha le carie si trasforma nel cane che si presume abbia mangiato le sottilette contenute nel suddetto pacco. Un giorno per esempio i due sciamani... ma no, via, sennò le racconto tutto il film
Interessante maestro, la vedo trasportata dal suo lavoro.
Eh si, ma più che trasportato direi trasportante in quanto, mi conceda la licenza Kantiana, quel portafoglio è pregno.
E chi interpreta il ruolo degli sciamani?
Mah guardi, ora come ora non so mica se è meglio una settimana a Talamone o una settimana alle Maldive. Cioè, alle Maldive c'è il cocco, le palme, le donne gnude, il sole, ma vuoi mettere Talamone? Sa, quando io ci andavo nel '70 con  Bertolucci  per scegliere le location di "Frittata di Vitalbe" era autentica, abitata solo da pochi contadini amanti del buon vino e della pesca; quindi possiamo dire che ho una predilezione per questa cittadina. Oggi è rinomata dovunque, ma se lo merita e, mi conceda la licenza Kantiana,  è dimolto bellina .
Dunque?
Di sicuro ci sarà da buttare i petardi nel foco.
Grazie mestro ,e arrivederci.
Arrivederci 'na sega. Ah ,senti un pochino cosino, ma quella maglietta dove l'hai presa? Alle buste dei ciechi? Ah ah ah ah. Rido e, mi conceda la licenza Kantiana, m'arrido.
 
postato da: beneselve alle ore 00:41 | link | commenti (7)
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martedì, 23 gennaio 2007

EDUCHIAMOCI A LABBRATE parte 5 (4mea)

pugnottoHa cambiato l'intero corso della storia moderna, ha scardinato i canoni della metrica, ha appassionato milioni di persone. No, non è Conan il Distruttore; bensì Ungaretti. Riproponiamo qui, grazie alla minuziosa ricerca archivistica del prof. Alversio Terrabattuta , una nuova poesia che verrà presto pubblicata su collana bianca Einaudi, canzoniere totale delle  opere scritte dal maestro.


PIOGGIA

Diocan l'ombrello
a casa
postato da: beneselve alle ore 01:49 | link | commenti (7)
categorie: educhiamoci a labbrate
giovedì, 07 dicembre 2006

EDUCHIAMOCI A LABBRATE parte 4

cazzottaccioEcco ora un passo di quel bestseller strappalacrime di Paulo Coelho : "sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (te credo, cacavo i noccioli d'albicocca)"

A noi giovani ci piace le droghe. Tipo a me mi piace di sballare con la eroina o cocaina e vedere immagini tipo cartone giapponese ma con Cannavaro che si diverte a dribblare Yepes del PSG. A una amica mia ci piace le droghe sonnolose che ti mandano in una botta di sonno da dormire tipo MDMA. Ma a me non sembra che ti fa sonno, anzi ti da una lacca della madonna (cane). Rodolfo mi ha invitato al Mojito Lounge Club perchè ha detto che la ci si droga con la bamba a botta di brutto. E ci sta una fracassa di fica, di bacardi briser, che però costano tanto e tutti si pippano la bamba che costa meno e ti fa trombare tutte le donne. Lo giuro.

Avevo promesso che avrei smesso, ma insistenze editoriali mi costringono a riprendere tale rubrica. Dio salvi la Regina se ha tempo.

postato da: beneselve alle ore 17:19 | link | commenti (2)
categorie: educhiamoci a labbrate
giovedì, 23 novembre 2006

EDUCHIAMOCI A LABBRATE parte terza (ed ultima)

labbrata docMi son detto, basta con la rubrica "educhiamoci a labbrate". Ma poi ho ritrovato sotto l'armadio (a calzar una gambuccia in guisa leonina, eh eh canterano Luigi XVI, mica seghe) una copia di "Va dove ti porta il cuore" di Susannone Tamaro. La risposta è: affanculo. Ecco a voi il passo:

Allora che feci, no, spinsi quel carretto pieno de patate giù per la sbrecciata. O 'n maccorsi dopo venti metri che dentro c'era il mì nipote? Corri giù a ripigliallo 'sto matto. corri na sega. S'è rotto 2 femori. E io li per li, ridi giù. Fortuna che 'sti citti sò fatti de gomma al giorno d'oggi. come quando ero picino io, no, e facevo i versi, no. Per esempio pigliavo e pisciavo dal terrazzo della mì nonna. allora 'na volta c'era la mì nonna che governava i polli giù ne l'aia e io dal terrazzo, giù pisca. O gni pisciai in testa? E no? Matti oh. E poi il mì nonno dietro co' la paletta della stufa. Oh, è de ferro mica cazzi! Corrime dietro per tutta  casa, e io che ridevo come un cittino. O non vado, che c'era quel divano che c'è ancora, a scivolà in terra? Il mì nonno, me s'avvicina, me ride nel muso, me dice: "bravo scemo". E pumme, 'na palettata precisa nella schina. Va, c'ho ancora il segno. Saran passati trent'anni.  Il fatto è che 'na volta ci se sapeva divertire con poco. Dù sassi tronchi, quattro legni, e se stava bene 'n pomeriggio. Adesso co' sti trabiccoli, e la pleistescio, e 'l cellulare, la motìna. Ma vadano affanculo, va. E se stava pure più a l'aria aperta. Sempre fori a pancia gnuda e grillo ritto.

Giuro che è l'ultima. Dovevo però, vista la levatura dell'autrice, citar tale libello.

postato da: beneselve alle ore 23:05 | link | commenti (3)
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