Ho ricevuto ieri una lettera molto interessante che rendo pubblica perchè sono una carogna
Salve,
Sono Banana Yoshimoto. Già dal nome capisci tutto di me. Sono artista. Lo scrivere mio è come prendere quindici negri e menarli a forza di nerbi de vacca in salita. Io capisco il mondo ed egli non capisce un cazzo di me. vorrei che tu fossi il mio tramite per poter narrare alle genti il verbo. Questo è indiretto, complicato ed inutile. Scrivo romanzi di merda per gente di merda e da questo ne traggo beneficio e denari. Le mie doti narrative muoiono al momento in cui qualche coglione legge frasi senza senso e dice: "è un genio 'sta Yoshimoto". Qui sta il potere: nell' ignoranza. Sono alternativa per antonomasia, quindi conformista per riflesso. Molto più alternativo di me è oggi il contadino che mangia pane e cipolle, come tutti gli italiani d' altronde. Ecco che dunque ritengo Feltrinelli una mangia cipolle e suo babbo morto un fetente poichè si ostinano a pubblicare le mie opere sotto la loro casa editrice. Gadda sì che era un mito, al massimo Mario Merola lo avvicina. Mi crogiolo in questi tempi vuoti fra una seconda e una terza guerra mondiale per chiederti: "vorresti essere il mio nuovo editore? Ho bisogno di parassiti come te per potermi evolvere in qualcosa, visto che sono il nulla".
Rispondo qui nel blog che non ho carta intestata:
Cara signora Yoshimoto o signore, ora non ho molto tempo da dedicarle, le va se ci vediamo sabato alla sagra della zucca a San Barilo di Pescia? Di preciso davanti al padiglione del Landini. Grazie.