BREVE STORIA:
Qual nemica più acerrima della Contrada dell Tartufa se non la contrada della Sega? Quale dico io?
La storia della Sega si perde nella leggenda e ogni contradaiolo da la sua versione, non essendoci ancora nessun riferimento archivistico degno di nota da poter imbracciare per rivalersi sulla tradizione orale. Ora basta parolone che fondono i coglioni. La Contrada della Sega nacque durante i bui tempi del basso medioevo quando potenti monasteri controllavano ampie fette di Toscana e due o tre salsiccini sott'olio, che non guasta mai. Si dice che un monaco, tale Masso Ciofo da Bibbiano, non ne potesse più di svegliarsi ogni giorno al cantar del gallo per aprire il librone muffoso della canonica e recitar lodi all' Altissimo (A.M.E.N.). La mattina del 1 gennaio 1000 (e spiccioli), vedendo che tutti gli abitanti del contado si eran ritrovati a far baldoria e a far l'amore con le contadinelle per tutta la notte, si recò nella chiesa del suo monastero, dedicato a San Oleodotto Shell, e si tirò giù le mutandone di lana davanti ad altri cento fratini attoniti. Qui, urlando: " ma non se pipa manco a pagalla", si prese fra le mani il caz... la fav... la ver... l'ucce... il membro e inizò a muoverlo con cadenza ritmica (aveva in mente un assolo di Rory Gallagher) su e giù fino a che il padre priore non lo fermò a bastonate.
Un'altra versione, più recente, vuole che la Sega sia nata di riflesso alla carenza di topa. Mah sarà, noi non ci si crede e comunque nemmeno il magnifico stemma si attiene a tale tesi.
STEMMA:
Ah: ora son cazzi. Lo stemma originale, dipinto dal Sodoma, è andato disperso. Quello attuale raffigura la potente Sega (a mano) in campo verde e blu con vicini il mastro della Sega per eccelenza, ovvero il ministro alle telecomunicazioni (e poste), e l'effige del leggendario Masso Ciofo da Bibbiano. Il Segni Mariotto ( o è Minghi) lo protegge per intercessione divina e due o tre camicioni delle SA requisti dopo la notte dei lunghi coltelli.
Il motto: "Forward, Upward, Onward, Together" sta semplicemente a significare l'universale presenza della Sega nella quotidianità. Chiunque, dal prete più pio al maiale più puzzone la utilizza per uscire dal giogo del mal di palle (come minimo). E proprio nella nel messaggio diretto sta la grandezza del motto: i Segaioli son dappertutto, sopratutto sotto le coperte con un fazzolettino in mano e Selen sullo schermo del 32 pollci da 2 milioni. Li ce ne son bizzeffe per davvero.
INNO:
Forse in mille o da soli
rimaniamo segaioli.
La speranza già non muore
anche noi abbiamo un cuore.
I pretacci dicon no,
musulmani non lo so,
fatto sta che a noi ci piace
e lasciateci un po' in pace.
Farsi seghe non fa male,
da gennaio fino a Natale.
Che le seghe tengon forti,
se le tiran pure i morti.
L' impotante, qui si dica,
è trovarsi anco 'na fica,
per poter stare felici
non crepare soli soli,
ricordati segaioli.
CAPITANO:
Caso più unico che raro, il capitano della Sega si cambia ogni anno ed è colui che all'avvicinarsi del Palio ha le occhiaie più vistose.
SANTO PATRONO:
Mastella Martire ( dei giudici corrotti di merda comunisti zozzi luridi fascisti approfittatori che cazzo c'avrete contro la mia signora. Ora dico no, ma vergognassi du' minuti no? Va beh, fate voi)
un grazie a DDR per l'ennesimo stemma. L'ho ritrovato per caso sennò "col cazzo che facevo la Sega". AH AH che gaudio