Il crollo del centrosinistra ha portato giù, fra le macerie, anche la satira? «È un po’ così, in un ring i guantoni si mettono in due. Quando hai una partenza sbagliata, difficilmente recuperi. È una sconfitta. Bisogna accettarla». È la prima volta che un programma di Pingitore chiude prima del tempo. Lui prova a dare spiegazioni. «La collocazione che c’è stata data non ci ha favoriti. Abbiamo avuto contro gli speciali sul terremoto, il Sabato Santo, partite su Sky come Genoa-Juve e Inter-Juve, e soprattutto contro c’era lo spettacolo della Clerici coi bambini prodigio che cantano in modo strepitoso. Noi fino a qualche anno fa facevamo il 30 per cento di share, e quando passammo dalla Rai a Mediaset il 45... Cifre che manco il Festival di Sanremo. La nostra collocazione ideale era il giovedì o il venerdì». L’ha fatto presente ai vertici di Canale 5? «L’ho detto in tutti i modi, non mi hanno dato retta. Ma ora non mi sembra di buon gusto fare polemiche. Forse in tempo di crisi non c’è spazio per ridere. Noi, abbiamo la coscienza a posto».