LE NUVELLE DELLA SPESA AL MERCATO

sito de nuvelline belline pei bimbi, cani, poeti, sasini, mangiatori di fagioli, portoricani e te.

Chi sono

Utente: beneselve
JE SUIS TIRATOR DI FRENI A MANO PER CONTO TERZI. ESEGETA DEL TORRONE. FELIX INTERPRETADOR DELLA BATTAGLIA D'ALGERI. MUTILATO DI GUERRA.

Commenti recenti

utente anonimo in 10 QUESTIONZSSSS

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Blog-Show la vetrina italiana dei blog!

Contatore

visitato *loading* volte
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
giovedì, 30 ottobre 2008

OLTRE AL TEMPO DEI BANANI NON VEDO SCHIARITE

Ho seriamente pensato di poter pubblicare, come farebbe il fazioso Fazio, la tua lettera. Ma, cara la mia forno di LeCorbusier, non sono come il fazioso Fazio e quindi avrei dovuto chiedere il tuo permesso. Dato che non ho voglia di chiedertelo vado solo ad una qualunquista risposta d' attrito, buona come un medaglione di vitello al catrame. Ho però selezionato quelli che ritengo i punti fondamentali del tuo viaggio nel suboconscio e li ho catalogati in tre grandi famiglie:
  1. PAOLO BERLUSCONI
  2. LA ROMANIA
  3. IL CICLO MESTRUALE

PALO INCULOPAOLO BERLUSCONI: Lo si sa, egli è fratello del fratello che si merita. Prova te ad avere un sangue del tuo sangue che fa il furbetto mentre te lo sei di più, che fa il ladro quando te lo sei di più, che fa il plastico facciale quando te lo hai di più, che è figlio di mamma Rosa morta quando te lo sei di più. Questo è Silvio. Che, si sa, odia Paolo ma non lo dice che sennò fa una brutta figura, della serie meniamo 20 studenti imbecilli perchè urlano in piazza o cerchiamo di trattenere legiferando le mie aziende che stanno colando a picco a causa della globale crisi. Io non sono il fratello di Paolo ma ti giuro che se lo fossi gli sputerei.
Mi ricordo di Paolo quando eravamo piccoli, già si tirava fino alle 4 tirando cocaina. Eravamo dei matti.


ROMANIALA ROMANIA:  E' una terra ridente. Mi hanno detto che li tutti guidano le auto ubriachi per la strada. Ai più bravi li fanno venire in Italia e gli fanno investire gli onesti lavoratori italiani. Vorrei però avanzare una ipotesi a cui nessuno ha mai pensato. E se non fossero i rumeni ubriachi ma le auto che guidano? Eh, che arguzia! L' economia si basa principalmente sull' attività mineraria. Hanno miniere di salgemma, ferro, giacchetti di pelle e brillantina. Il rumeno più celebre è di sicuro Mutu, il meno celebre un certo Hamano Nircul, di più non so che nessuno se lo caca. Il piatto tipico è la torta alla salmonella e la bevanda nazionale è lo Sniapzi, una sorta di soda ma caustica. Dopo la caduta del regime nulla di nuovo è successo se non che Nadia Komaneci è invecchiata. La Romania si divide in 7 provincie: provincia 1, 2, 3, 4, 5, 6 e la Transilvania. Di più sulla Romania non so, ma ti ci troverai bene; ecco perchè i romeni se ne vanno da li, perchè è una pacchia, è troppo facile.


CICLO
IL CICLO MESTRUALE: Ho sempre pensato che sarei disposto a bere il ciclo mestruale di Monica Bellucci.

è tutta per te, fanze numero uno Va... Sara
postato da: beneselve alle ore 05:41 | link | commenti (9)
categorie: a quattro mani
lunedì, 13 ottobre 2008

LIBBERTA', T' AVESSI PICCHIATO PRIMA

Ecco, lo so di già, nessuno ci crederà, ma io sono stato rapito. Mi hanno liberato ieri davanti all' autogrill di Sasso Marconi con in mano un biglietto di sola andata per Faenza e venti lire. E -qui si fa dura ma è la pura verità- so anche chi mi ha rapito. E' stato quel farabutto di Tiziano Terzani. Io lo dissi a Giancarlo il barbiere che la mia barba non era assolutamente un omaggio all 'autore di "In Asia", "Un indovino mi disse" e "Portabottiglie per auto, che accessorio utile" ma bensì un segno evidente di noia e pigirizia cronica (e poi mi dona). Fatto sta che da quel giorno, era il novembre di due anni fa, iniziai a ricevere telefonate anonime e biglietti minatori con frasi oscene del tipo: "pace amore e pesto Barilla", "Credi in me? Io col cazzo!". Denunciai anche il fatto alla polizia postale, convinto per giunta di sapere di chi fosse la colpa: del morto Tiziano Terzani.
Il commissario Negrini,  della questura di Bologna, mi rise in faccia e con un arguta osservazione mi fece capire, tenendo un catino di piselli in mano, che i cadaveri non rapiscono i vivi. Ricordandogli che l' identikit tipo del serial killer  è: maschio, bianco, buona educazione, buona famiglia, minimo trentacinquenne, feci notare come nel grande  mucchio potesse rientrare anche Terzani dato che la parola defunto non appare fra le caratteristiche. Un' altra risata del commissario, un mio gesto di stizza e me ne andai.
Da allora ho iniziato a vivere nell' incubo di poter essere rapito. La notte iniziai a a fare incubi terribili in cui Terzani mi appariva seduto al fianco mentre Bruno Vespa ci salutava calorosamente. Le telefonate smisero ma iniziarono le mail. Me ne ricordo bene una piena di insulti dove l' autore si firmava "Tizio Terzi" ed un altra con una bellissima poesia di Carducci:

  • Oh quei fanali come s'inseguono 
    accidiosi là dietro gli alberi,
    tra i rami stillanti di pioggia
    sbadigliando la luce su 'l fango! 
    Flebile, acuta, stridula fischia
    la vaporiera da presso. Plumbeo
    il cielo e il mattino d'autunno
    come un grande fantasma n'è intorno. 
    Dove e a che move questa, che affrettasi
    a' carri foschi, ravvolta e tacita
    gente? a che ignoti dolori
    o tormenti di speme lontana? 
    Tu pur pensosa, Lidia, la tessera
    al secco taglio dài de la guardia, 
    e al tempo incalzante i begli anni
    dài, gl'istanti gioiti e i ricordi. 
    Van lungo il nero convoglio e vengono 
    incappucciati di nero i vigili
    com'ombre; una fioca lanterna 
    hanno, e mazze di ferro: ed i ferrei 
    freni tentati rendono un lugubre
    rintocco lungo: di fondo a l'anima 
    un'eco di tedio risponde 
    doloroso, che spasimo pare. 
    E gli sportelli sbattuti al chiudere
    paion oltraggi: scherno par l'ultimo 
    appello che rapido suona:
    grossa scroscia su' vetri la pioggia. 
    Già il mostro, conscio di sua metallica
    anima, sbuffa, crolla, ansa, i fiammei
    occhi sbarra; immane pe 'l buio
    gitta il fischio che sfida lo spazio. 
    Va l'empio mostro; con traino orribile
    sbattendo l'ale gli amor miei portasi. 
    Ahi, la bianca faccia e 'l bel velo
    salutando scompar ne la tenebra. 
    O viso dolce di pallor roseo,
    o stellanti occhi di pace, o candida
    tra' floridi ricci inchinata
    pura fronte con atto soave! 
    Fremea la vita nel tepid'aere,
    fremea l'estate quando mi arrisero;
    e il giovine sole di giugno 
    si piacea di baciar luminoso 
    in tra i riflessi del crin castanei
    la molle guancia: come un'aureola
    piú belli del sole i miei sogni
    ricingean la persona gentile.
    Sotto la pioggia, tra la caligine
    torno ora, e ad esse vorrei confondermi;
    barcollo com'ebro, e mi tocco,
    non anch'io fossi dunque un fantasma. 
    Oh qual caduta di foglie, gelida,
    continua, muta, greve, su l'anima! 
    Io credo che solo, che eterno,
    che per tutto nel mondo è novembre. 
    Meglio a chi 'l senso smarrì de l'essere,
    meglio quest'ombra, questa caligine:
    io voglio io voglio adagiarmi 
    in un tedio che duri infinito.

I problemi si sommarono e, dato che non vengono mai da soli, portarono con se pure gli zii emigrati in Svizzera e la nipote handicappata. Non ne potevo più!
E' per questo che ho deciso emigrare, l' ho fatto per sfuggire alla paura di Tiziano Terzani e della sua barba. Maledetto Giancarlo il parrucchiere. Maledetto tu sia dall' ordine degli acconciatori! Per una tua battuta fallace udita dall' orecchio di Tiziano Terzani morto sono stato da lui rapito e oggi rilasciato in condizioni pessime, malato, povero e negro.
Il rapimento, veloce e clinico, è avvenuto venti giorni fa mentre facevo la spesa. Una bella bionda, con la scusa di farmi provare il nuovo caffè in capsule della Palombini, mi ha convinto ad avvicinarmi ad una gigantografia di Pippo Baudo. Questa era invece un omone mascherato che mi ha trascinato dentro un furgone e mi ha legato le mani, le gambe e mi ha incappucciato. Dopo molte ore e molte curve ci siamo fermati. Sono sceso dal furgone e mi sono subito sentito mancare. Quando mi sono risvegliato ero a Calcutta, nudo, dentro il centro commerciale. I bambini indiani ridevano, io non sapevo che fare. Notai subito che accanto a me c' era un cesto di banane. La fame era molta, iniziai a mangiare mentre il pubblico assisteva divertito e mi tiravadi tutto: dalle magliette di Totti e di Di Canio a volumi di "Una Storia Italiana" di Silvio Berlusconi. Sono andato avanti così per tutto questo tempo, fino a ieri, cibandomi di frutta e imparando a ignorare, a poco a poco, lo scherno e l' ilarità dei cittadini di Calcutta. Ogni tanto vedevo passare dei strani personaggi, vestiti di bianco con una lunga barba bianca. Portavano appesa al bavero una coccarda in cui stava scritto: "associazione indiana sosia ufficiali di Tiziano Terzani morto". Da lui tutto è stato matematico, evidente abisso. Ho capito ogni cosa, perfino il fatto che quando mi hanno rilasciato a Sasso Marconi pioveva.

postato da: beneselve alle ore 23:16 | link | commenti (3)
categorie: