
La mitologia del santo-bambino, comprensiva di pecorelle portate al pascolo dal pastorello Francesco e di sonni per terra con una grossa pietra come guanciale, fra rosari sgranati in solitudine e penitenze, arriva fino al "miracolo dei peperoni".
Racconta la leggenda che un bel giorno il futuro san Pio, a letto con la febbre da un mese per una malattia che non voleva guarire ( e che secondo il medico del paese lo avrebbe portato alla morte di lì a poco ), mangiò di nascosto un enorme piatto di peperoni fritti cucinati dalla madre per i braccianti e per la famiglia, e dopo esserseli mangiati "quasi tutti" tornò a letto e si addormentò. "La madre , al ritorno, lo trovò in una pozza di sudore e più rosso dei peperoni che aveva mangiato. Non appena si accorse di quello che era accaduto ( cioè che il bambino si era mangiato l' enorme quantità di peperoni fritti, ndr ), si spaventò e chiamò il medico. Ma i peperoni, invece di aggravare la malattia, purificarono l'intestino di Francesco, che il giorno dopo non aveva più la febbre" 15.
15 Renzo Allegri, Padre Pio. L'uomo della speranza. Mondadori 1984, pag. 17
Questo sublime brano è tratto dalle pagine 12 e 13 della notevole "agiografiah ah ah" scritta in maniera eccellente e con dovizia di riferimenti dal buon Mario Guarino. L'opera, edita dalla Kaos Edizioni, è intitolata: Santo Impostore, Controstoria di padre Pio e la si può trovare con discreta facilità in librerie anticlericali e sataniste come la Feltrinelli alla modica cifra di 14 euri. Lo so, sembra uno delle più classiche storielle di foggia sardelliana ma, incredibile e comico al contempo, così non è. Volevasi condividerla per farci due risa e continuare a riflettere, nel silenzio della nostra cameretta, sui misteri del Forgione nazionale, delle sue amate stigmate e del suo alito pesante (dovuto forse ai peperoni miracolosi).