LE NUVELLE DELLA SPESA AL MERCATO

sito de nuvelline belline pei bimbi, cani, poeti, sasini, mangiatori di fagioli, portoricani e te.

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JE SUIS TIRATOR DI FRENI A MANO PER CONTO TERZI. ESEGETA DEL TORRONE. FELIX INTERPRETADOR DELLA BATTAGLIA D'ALGERI. MUTILATO DI GUERRA.

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martedì, 30 ottobre 2007

HO VISTO LA TRANSUSTANZIAZIONE DOPO UN RIFF DI FENDER

postato da: beneselve alle ore 15:13 | link | commenti (3)
categorie: suitable for you
giovedì, 25 ottobre 2007

LA BELLA VIRTU'

Cosa sia una vita spesa a lasciar cadere monete da 100 lire dai terrazzi di periferia non lo so. Noi si lanciavano i fichi dai muretti degli oliveti per prendere Zanetto che lavorava nel campo. Cosa sia sfrecciare con lo skateboard nei parcheggi dei centri commerciali non lo so. Noi si faceva il giro d'Italia in graziella nella stradina dietro al cimitero. Io ero Vladimir Belli. Cosa sia recarsi al Mc Donalds per "cuccarsi" il big mac non lo so. Noi si andava da Franco a prendere due fette di pane col prosciutto e la salsa tartufata. Cosa sia? E che cazzo ne so! Mica sono, esempio, Corrado. Te lo ricordi ora Corrado eh? Il pranzo è servito, la corrida.  Di sicuro era un tipo simpatico e ti dava licenza di esporre i tuoi quesiti. "Caro Corrado, cosa farò da grande?". E Corrado stava le ore a dirti tante belle cose, ti inventava un futuro, giusto appunto per te rompicoglioni che lo volevi sapere. Era buono. Io no. Io tramortisco le papere con la fionda, incollo gli stuoini al pavimento con la colla epossidica, attraverso col rosso per fregare l'assicurazione. "Sarà stronzo, ma va  bellino che è, pare tutto il su' babbo". Ma te m'hai visto mai, brutta megera cariata? Il mì babbo è alto du' metri e venti che lo chiamavano "il Galeazzo Ciano dei poveri". Io so così disadattato che la prima volta che so' riuscito a allacciammi le scarpe me so' mozzato 'na falange per ricordammelo. Troia.  Ridillo a chi assomiglio?!? Ridillo se c'hai forza!

olintoun grazie al pregevole www.blogticino.ch per l'immagine

postato da: beneselve alle ore 00:11 | link | commenti (12)
categorie: strofette ottomane
venerdì, 19 ottobre 2007

DI COME PIGIAI IL TASTO, LO GIURO. O NO. O ERA QUEL GRAN FACCIA DI CULO DEL SOSIA DI ANTONIONI?

Ma cazzo! Avevo scritto una nuvelletta de Braddo che me piaceva assai; tutto era incentrato sulla musica rock, sui lisergici viaggi all'ufficio imposte dirette, sulle donne coccolone e tettone dette "groupies", sui cocktails alcoolici di Keith Moon, sui fermenti libertini di un Fillmore East riscaldato dalle note del 68 più bollente. E ora invece, tapino, mi ritrovo a condividere un pugno di mosche per colpa del tasto INVIO. Ma porcalamadonna. Dovrei tornare a ritroso (ho sognato che prendevo a calci in culo Huysmans assieme a quella troia di sua madre) verso sillabe che più non m' appartengono. Il fatto è che voi, scemi, credete che questo mezzo sia rivoluzionario, lo idolatrate. Lui invece è un farabutto, e quando vi basterebbe un po' di cellulosa o di pergamena e quattro penne di faraona inchiostrate, vi incaponite a fare la caponata con poco aglio. La carta, purtroppo, era bella bella. Il suo difetto semmai era che non si sfogava l'egocentrismo chiusi in cameretta con una tastiera sotto le mani bensì in una maniera più torbida e liberatoria. Bei tempi quelli dei Samuelini Lorenzi che scacciavano la noia (Battuta cattiva... domandatelo al padre!) e delle guerre puniche. Capisco  che oggi,  non me ne vogliano le femministe anzi mi appoggino, i reggipetti sono capaci di tutto e nessuno più crede alle donne, ma vi rendete  conto cocche che correte dietro a "noi" che passiamo ore davanti a questo forno di dati, frigo di link, cazzo di Budda? (E ancora non capisco cosa è il cazzo di Budda. Ma chi l'ha inventato? Stolto). Vorrei serenamente che un ordigno atomico trafiggesse l'Eurasia e che i superstiti vi ricostruissero  sopra le macerie, utilizzando il caciocavallo al posto del calcestruzzo, una sorta di Gardaland in memoria dei caduti. Qui nessuno,  tranne pochi eletti, potrà entrare. I caroselli dovranno girare vuoti tutti i giorni, le pizzerie al taglio dovranno sfornare calzoni alle salsicce per i fantasmi sine die. Questi fortunati  potranno muoversi nel grande luna park giocando e divertendosi. Lo potranno fare però solo nel giorno della ricorrenza nucleare e  solo se non sanno, dico non sanno, accendere il computer. Macchina de merda e pure rancorosa.
postato da: beneselve alle ore 02:16 | link | commenti (3)
categorie: stronzate doppie con ghiaccio
mercoledì, 17 ottobre 2007

A MYTHE, GAINSBOURG

postato da: beneselve alle ore 15:24 | link | commenti (1)
categorie: suitable for you
martedì, 16 ottobre 2007

PAPERO PIERO

papero piero da giovaneOh poverello papero Piero. Doveva tutti i santi giorni scappare dal contadino. Egli, il papero Piero, sarebbe infatti diventato fegato d'oca succulento da spalmare nei panini dei francesi. Ogni notte egli, il papero Piero, si rannicchiava nella sua gabbietta e pregava di non diventare cibo buono buono. "DIo Papero", pregava, "non far di me un piatto delizioso e lasciami vivere nel corpo di un altrui essere per allontanare da me questo amaro calice di Chateaux d' Assis accompagnato a del prelibato fegato d'oca di me medesimo morto". Detto fatto, il Dio Papero di nome Ludovico lo udì e lo tramutò, subito dopo aver pagato l' addizionale ICI sulla seconda casa, nel batterista degli Yes Bill Bruford. Si ritrovò così in un attimo al volante di una bellissima e velocissima Jaguar nel centro di Londra. Qui parcheggiò l'auto, aprì la portiera laterale e lasciò scendere una fica del 20 che mi sa che era una troia. Bil Bruford allora entrò in un ristorante da ricchi e si mise a sedere con la bella signora dal mestiere birchino. Assieme ordinarono del cibo strano francese che nessuno dei due, che erano ignoranti (si lui suonava bene la batteria ma era ignorante e lei era una maiala e basta) sapevano cosa fosse. Arrivò il maitre, che da noi si chiama servo, e portò il cibo. "Et voilà le foie gras!" , squillò strombazzoso il maitre (o servo). "E che cazzo è?", squillò incazzoso Bill Bruford. "E' dell'eccellente fegato d'oca di Papero Peppolo, signore". "Ma porca la troia... no te cara, scusa, una troia in generale" esclamò il Bruford batterista d'albione "me sto a magnare mì babbo".
postato da: beneselve alle ore 01:11 | link | commenti (2)
categorie: nuvelle per bambocci
giovedì, 11 ottobre 2007

OMAGGI

MartinaStellaMartinaStella_Ciak2MartinaStella_Ciak3Il primo e più sentito omaggio va ad una figlia di Toscana. La deliziosa e perfettibile Martina Stella. Essa, novella sorella briaca del buon Chomsky ce la tira in culo a tutti e ci spiega, ratta ed edulcorata, che in Budda (o anche Buddha ma per gli amici Filippo) si pole trovare rifugio. E vicino al Budda, magari di giada, è possibile pure poggiare una copia del Capitale e qualche arretrato dell'Internazionale. Questo il viatico per  maneggiare con prontezza i piombi della bilancia della pesa pubblica e trovare un equilibrio. Noialtri, poverelli, ci si limitava a qualche goccio di Punt & Mes e due o tre puttantour. Poveri giovani, ci dice la buona Martina, che lontani dai lidi della saggezza popolare si umettano le labbra di cocaina e poi rischiano l'esistenza per un posto fisso alle poste e telegrafi. Essa, lei, la troia, sì che ha scoperto il trucco (e resta di stucco) dopo aver ciucciato copiose volte le palle di Lapo. D'altronde, cari compari di briscola, come possiamo immaginarci la piccola bionda dislessica se non china sul glande del Lapaccio nazionale, da tutti amato e rispettato per le sue giacche di merda con le penze? Io me la figuro pure nel set di capolavori del calibro di: "La Freccia Nera", "Le Ragazze di San Frediano" (escon sempre co' ...azzo  in mano ), "Piper", "L'ultimo Bacio" (e la prima rettoscopia), "Ocean's Twelve" (dove interpretava la ruota di scorta dell'Aston Martin di Clooney). Qui me la vedo, nitida, staccare in maniera ritmica i peli pubici degli addetti alle scenografie mentre ascolta sull' Ipod le dolci note di una canzone a caso di FabriFibra. Ecco dunque che ringrazio, chino il capo e  mi tolgo il/la cappello/a davanti ad essa,  Stella nel firmamento della merda di struzzo.

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paguri 002Il secondo omaggio, secondo solo perchè ( e così vorrebbero loro) non hanno la topa, lo faccio ai cari PAGURI, anch'essi figli di Toscana. E il perchè vien presto detto: per avermi battezzato Incrociatore della Marina al cospetto di Don Zauker. Amen megustabailarelritmovuelta.
postato da: beneselve alle ore 15:52 | link | commenti (10)
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martedì, 02 ottobre 2007

CENSO RE DEL ROCHENDROLL

chipmunksDOMANDA: Ossiddai per favore parlami un pochetto della mmusica dei giovani che poi tanto non lo fa nissune e tu sei saggio e ti piace le note musicali.

RISPOSTA: La musica che piace ai giovani di tutte le età è quella musica bella che vedi alle tv americane. questa musica bella bella ha impiantato nel sistema nervoso centrale e periferico del 18enne tanta voglia di: musica bella bella, soldi, fica (se chi vede ha il cazzo), cazzo (se chi vede ha la fica), auto grosse e veloci, ciondoli da collo dal peso di vari chili per fare il rap, amicizia coi negri del ghetto di Danzica, limousine, Britney Spears che balla, curiosità del parrucchiere che in America si chiama gossip. La musica è dunque cambiata, l'impianto percettivo che filtra il messaggio è diventato l'occhio, non più l'orecchio (e mai pezzo bello bello per i vecchi come "radio gaga" diventa un'altra canzone di merda dei Queen che io stimo). Oggi se tu vedi MTV ti diverti tanto che ci sono dozzine di donne tutte gnude ad ogni ora che ti fanno divertire con le loro avventure in Mercedes o sul quel gippone gigante chiamato Hummer che lo compra solo chi non scopa o chi è impotente. Anche perchè guidalo te l'Hummer nel centro storico di Matera, cretino. Detto questo si pensa che la musica sia un vettore universale che trascende il messaggio di chiusura e imbarbarimento che certi popoli hanno per avvicinarli ai dorati lidi della California o al porto di Southampton.  Questo è vero solo in parte. Pensa te ad un pastorello delle colline uzbeke e non vedrai nei suoi occhi la voglia di vivere a Palm Springs (occomecazzosichiama) bensì la voglia di massacrare la madre con un femore di vitello per averlo partorito in tale landa di mmerda. E qui subentra il motivo scatenante la controriforma. Lutero, spinto incessantemente dai prìncipi tedeschi e dalle piccole corporazioni bancarie, dovette muoversi nella direzione più rischiosa: sfidare Roma. Fortuna che noi in Italia non teniamo certi problemi e abbiamo grandi gruppi musicali che non ci portano a sfidare Roma, bensì ci intorpidiscono la testa con subliminali messaggi iniettati da Azione Cattolica. Il più grande esempio di questi è Simone, quell'imbecille che faceva Music Farm con la Ventura. Lo vedevi che aveva 'na voglia matta de prendere Dolcenera ,  tappargli la bocca con la mano e qualcos'altro col pisello. Ma egli, tapino, era un ciellino e non poteva. Baccini invece, sottovalutato ficaiolo e grande uomo di cultura, lasciò il suo spirito apollineo nel cassetto e provò a trombare. Ora io una volta ho sentito dire testuali parole: " Sono stato al concerto di Vasco e prima di lui suonava Simone, quello che è andato a Music Farm. Lo sai che non è male per niente?" Eh eh eh eh eh eh eh eh eh eh eh eh eh eh. Rido. Premetto che voglio bene a Vasco come voglio bene al cane cieco di Sandra Mondaini, ma non si dicono queste cose. I dilemmi che sorgono dunque sono due. E' Vasco il più grande rocker italiano che mette i video su MTV dove è pieno di fica e ci si diverte pure a tirare le sassate ai Finley o forse egli è solo un ipocrita paraculo stronzo  indigesto millantatore di cazzate? La risposta ai posteri. Beccati intanto il testo dell'ultimo capolavoro di Vasco, che sarebbe poi il secondo dilemma.

Voglio trovare un senso a questa sera
Anche se questa sera un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa storia
Anche se questa storia un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa voglia
Anche se questa voglia un senso non ce l’ha

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà...
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...

Voglio trovare un senso a questa situazione
Anche se questa situazione un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa condizione
Anche se questa condizione un senso non ce l’ha

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...
Domani un altro giorno... ormai è qua!

Voglio trovare un senso a tante cose
Anche se tante cose un senso non ce l’ha

nella speranza di essere stato esaustivo la saluto.
Baccio Pontelli
postato da: beneselve alle ore 15:48 | link | commenti (4)
categorie: educhiamoci a labbrate