LE NUVELLE DELLA SPESA AL MERCATO

sito de nuvelline belline pei bimbi, cani, poeti, sasini, mangiatori di fagioli, portoricani e te.

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JE SUIS TIRATOR DI FRENI A MANO PER CONTO TERZI. ESEGETA DEL TORRONE. FELIX INTERPRETADOR DELLA BATTAGLIA D'ALGERI. MUTILATO DI GUERRA.

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domenica, 12 agosto 2007

SULLE SPONDE DEL FIUME VOLTURNO MI SONO SEDUTO ED HO PIANTO. POI PERO' MI SONO RICORDATO CHE COELHO E' UN CRETINO E ALLORA...

images"Jeremy Oleghoff, esperto mondiale nel ramo della transumanza delle cozze dagli hotel a 5 stelle verso le pianure onomatopeiche dei "cocci aguzzi di bottiglia", vi invita alla tredicesima edizione del canto corale nei confronti della Madonna Negra. Durante questa manifestazione i vostri cuori elettrici, bucati dallo schermo di un palmare all'olio di colza fruiranno dei più bei panorami ieratici e pure antistatici. Spugne." Beh, che dire, un gran finale, se non fosse che stavo leggendo le istruzioni dell'attaccapanni IKEA. L'IKEA, con tutti quei cazzo di nomi finnici, svedesi, insomma di merda. Tu però la amavi, ed io, ebbro, ti ci accompagnavo quasi due volte al mese. "Oh. oggi ci servirebbe qualcosa da mettere in quel buco sul corridoio". E io pensavo: " Si, ci servirebbe che ci infilassi il mio cazzo, invece di sfaldare un'imene che non merita nemmeno la candida". Il fatto è che l'uomo serve alla donna come il baco serve alla mela. Il baco vive nel mondo del marciume che è la sua esistenza e noi, grandi e grossi, lo vediamo come un tumore dentro il frutto. Ma cosa diavolo dovrebbe pensare lui di noi. Che vi verrebbe in mente se vi state facendo una palata di cazzi vostri dentro una succosa mela trentina e qualcuno ventimila volte più grande  prende e vi uccide con una pressione delle dita? Son convinto che in quei pochi secondi in cui riuscireste a concepire questo momento  avreste una gran voglia di cacciare un moccolo. E questo faccio io quando tu vuoi andare all' IKEA, mi fai sentire un baco schiacciato con i fluidi che vanno a fare compagnia all'humus, in un circolo di natura che sorge nella mmerda e ritorna alla mmerda sfociando. Poi quei parcheggi, il pensiero del posto all'ombra, l'aria condizionata come  vettore sociale, le canzoni della Pausini, i commessi idioti e le loro divise da nazionalsocialismo alla maniera della Mastercard. Sai cara, noi anarchici lasciamo i  i mobili dove stanno,  non perchè non vogliamo abbassarci alle regole di mercato, ma perchè siamo sempre in viaggio. E se vedo un mobile che insegue un altro mobile mi spavento, tu invece vorresti morire sommersa da cassettiere che portano nomi da pilota di rally.
La prossima volta che ti accompagnerò lungo questa processione, ovviamente tagliata e svuotata delle budella, mi ringrazierai. E non lo farai tanto perchè i morti non obiettano, ma perchè i vivi sono così stupidi da farlo. Poi magari se farai la buona ti darò pure un pezzo di torrone, di quello buono buono che fanno in Sicilia, con i pistacchi e le mandorle grosse come un pugno che se le tiri a qualcuno gli spacchi la testa. Ci berrò  dietro pure un vinellino dolce, non il barolo chinato che è troppo forte, e nemmeno un vinsanto tipo quelli che usano i preti per umettare le chiappe dei bimbi poco prima del rito sodomitico; bensì un passito alla buona, di quelli che ormai trovi pure al supermercato. Dopo aver bevuto mi accenderò una sigaretta e col mozzicone darò il via la miccia che farà diventare l' IKEA ideale per essere morsa pure da un vecchio con la dentiera, altro che torrone.
postato da: beneselve alle ore 22:39 | link | commenti (7)
categorie: harmony dattrito
venerdì, 03 agosto 2007

Sicchè dunque si legge Voltaire a trent'anni? Vergogna! Io infatti oggi leggevo, Vivadio che mi va di dirlo, la biografia di Mohammed Gargo. Puntroppo, legatosi la mano col freno motore della bicilndrica Gilera detta anche Gilerino, mi sa che Gargo si è levato dai coglioni e non giuoca oramai più in Italia. Ma questo è poco importante, importante semmai è riconciliare il padre, col figlio, col capoclasse. Vorrei quindi partire dalla bella Cunegonde per salire, alla maniera dei salmoni, sulla mansarda ed avviare il computer, ma questo non si riavvia. E se lo fa emette un urlo tipo Capello* che si infrena i peli del pube nel seggiolino per pupi della graziella**. Ora io sono bono ad avviare il computer, ed ancor di più sono bravo ad avviare il prosciutto... ma questa è un' altra storia. Vengo qui a dire, lesto come il lesto farebbe se fosse lesto (e non stronzo che sbaglia a prendere il pullman e si ritrova a Foggia quando dovrebbe andare a Bolzano Ovest), che sarebbe bene incitare con allegri epitteti o epitetti o come cazzo volete, tu chiamale se vuoi prese per il culo, il caro  Grisson che sono mesi che non schioda il suo fradicio culo glabro dalla poltrona per vedere se l'Udinese ha acquistato il Mago Galbusera o se la fica esce dal tubo catodico e "gli mangia il cazzo a morsi" (scusate ma Dante va citato sennò fa plebe puzzona). Ecco dunque una proposta, o prostata:

svegliate Grisson, fatelo per me.
ANDATE A CASA SUA, RIPARATEGLI IL COMPIUTERS, SCRIVETEGLI, TELEFONATEGLI, COCCOLATELO, FATELO MOVERE PORCO --- CANE
PER FARLO GITE QUI -due punti a capo-
DUBBI ESISTENZIALI

Immagine 113eccoci qua mentre il pover' uomo Grisson viene aiutato da un valoroso monaco aerofagita a ricacciare il Demonio in mezzo al corso pedonale di Marina di Campo (Elba). Demonio che per giunta, fino a cinque minuti prima dello scatto, stava tranquillo e beato a grattarsi le palle colle nocche sul pontile. Una storia tipo "L' Esorciccio" per intendersi.



*si, l'allenatore
**si, la bicicletta
postato da: beneselve alle ore 00:39 | link | commenti (5)
categorie:
mercoledì, 01 agosto 2007

DAFFODILS

august sptember 2006 022a selve!..scavando nel giardino dietro casa, quello dove sotterravo i bambini
morti, ho trovato una piccola nuvelletta di carattere storico-sociale,
impregnata di quell'ardore che oggi, partitodemocraticamente parlando, anima più
che allora i nostri animi, con animo. Io vendèti l'anima al diavolo nel '59.


“….and dances with the daffodils”

     (W.Wordsworth)

 

 

Nel corso dei suoi studi mentecatti, il cistercense trequartista Letckhov  (di propaggini bulgare), si imbattè presso una sedicente comitiva di gitani  [di ascendenze montenegrine (Montenegro:  pop.99999 abitanti – forma istituz. valvassaggio feudale – capitale: Kilimangiaro)], oltre i quali nulla potè “se non l’ardir del subitaneo vaffanculo”  (cit.  me stesso).

Il primo contatto cataclastico fu nobilitato decisamente dalla caduta di una faglia (la cosiddetta “Rift Valley”, pare), di quando in quando si fece sera in sul far del crepuscolo sennonché quest’ultimo crepò miseramente allorché cadde in fallo a fondocampo ad opera dei blucerchiati  [uno studente serbo nel 1914 assassinò l’arcicaccia Francesco Ferdinando (efeceanchebene)2 ].

Squillò improvvisamente il manganello (capostipite dell’odierno fornello®), e, implodendo, la massa gelatinosa imbrattò chicchessia imperocché annunciarono la lieta scomparsa i parenti tutti.  Ma le opere di bene tardarono ad avvicendarsi agli omaggi floreali anche se nessuno lassù in mansarda osò controbattere ragguardevolmente  (ala fine Letckhov prese una strizzata de coglioni e un bruciaculo tuttavia storicamente irrilevante).

 

La saluto salubremente, Mea.

 

P.S. (fonti di origine scrovegna propugnarono che il sovracitato si rifiutò di tirare giù lo sciacquone sociale).

postato da: beneselve alle ore 14:30 | link | commenti (2)
categorie: educhiamoci a labbrate