Mancano ormai pochi mesi all'uscita del nuovo film di Magareth Mazzantini, nota scrittrice, sceneggiatrice, pranoterapeuta, cosmologa, filosofa, esteta, cardiologa, omologa, fedifraga, pedofila, scintoista e carrozziera, già moglie del Sergio Castellitto nazionale -da applausi la sua interpretazione di Padre Pio nella fiction per Rai Uno (o era canale 5), sopratuttto nella scena in cui Padre Pio, beccato dalla contadina a rubare formaggio, si caga addosso dalla paura e fa cadere lo stracchino dai fori delle stigmate-.
Chiarire che Jovanotti è un forte elemento destabilizzante non è necessario. Semmai è necessario chiarire cosa Jovanotti non è. Egli non è. Per questo quando Malgioglio accettò ed Oliver Stone iniziò le riprese io ero sereno. Perchè sapevo che combattevo contro il nulla, e contro il nulla l'unica cosa da fare è annullarsi. Quindi fu noleggiato un aereo biplano carico di tritolo che esplose con me alla plancia di guida. Ora vi sto scrivendo da un mondo parallelo popolato da grossisti di sanitari e direttori d'orchestra che si divertono a suonare Mussorgskij con pianoline Bontempi*. Tutto sembra bello qui. Il sole sale alto al mattino e mai una nuvola solca l'orizzonte, il Catania ha ancora Giorgio Corona come punta e l'erba cresce rigogliosa. Al limitare di una piccola strada di collina, là dove i cipressi si piegano al vento di tramontana, c'è un vecchio casolare di pietra arenaria dal cui comignolo fuoriesce un tenue fuoco di camino. Dentro al casolare, dietro ad una tenda di velluto verde, Wladimir Putin impartisce lezioni di karate in maniera edulcorata. Te entri e dici: "scusi posso seguire la lezione?", lui, in guisa pentecostale, parla tutte le lingue del mondo e ti risponde: "porcoddio!". Dopo aver appreso centinaia di mosse in pochi minuti -stile Matrix si ma con più fica- si può uscire dal casolare e recarsi nel grande centro smistamento anime, un edificio stile ventennio con una lunga serie di mosaici inneggianti alle colonie -la Libia è raffigurata da una negra bifonte che assaggia un porcino avariato mentre l'Albania da un ometto alto un metro e settanta con indosso una canottiera unta di olio per motore-. Nell'edifico smistamento anime si può far domanda, con raccomandata e carta bollata da quaranta euro, di "ritorno sulla terra". Dopo circa venti giorni si ha la possibilità di tornare esattamente nel luogo in cui si è morti per portare al termine una seconda chance di vita. L'unica differenza è che in questo caso le nostre orecchie saranno incollate al collo e saremo stati prescritti da alcuni processi dopo aver guidato il governo di una nazione nel bacino mediterraneo. Io penso che, visto che tutte queste cose me le ha dette Giucas Casella dopo aver leccato un francobollo di acido, tornerò per uccidere Jovanotti.
Non pensavo che lo trovassi così seducente. Sindacavo da mesi, dopo aver letto la "trilogia del Signore degli Avviatori elettrici", che dentro al gabinetto potesse esistere un universo parallelo popolato da elfi, orchi e pistoni. Ero così sprofondato nel mio piccolo castello di stanchezza sognante che mi concedevo ad ogni riposo un'avventura magica, dove stregoni e nani si sbriciolavano le dita mentre giocavano a morra cinese. E proprio per colpa dei miei pindarici egoismi ti ho lasciato comprare l'ultimo cd di Jovanotti. Dovevo proibirlo. Dovevo riflettere un pò di più sul fatto che può si esistere una scala melodica e una base di ritmo ma non nei lavori di un dislessico aretino che sibila le labiali e va a cena di cacciagione con le affricate. Porco! Insistere nelle frasi come: "la giornalista che ama la guerra perchè le ricorda quando era giovane e bella", "tu sei la pesca io il ramo", "conosco un vescovo che fa il boscaiolo"; questo è offendere la mia dignità, per quanto legata ad un mondo parallelo dove un occhio a forma di fica voleva un anello con scritte incise in una lingua inesistente. La tua innocenza fanciullesca, tredicenne di trent'anni che amava prenderlo nel culo, ti ha guidato a Lorenzo Cherubini, male estremo che precede l'estremo rimedio. Il film biografico di Oliver Stone su Cristiano Malgioglio, solo quello ti avrebbe salvato. Telefonai a Oliver, spocchioso figlio di mamma americana che ha concesso al pubblico aborti come "world trade center" ma anche capolavori come l'intervista a Fidel Castro sgamato a bere Coca Cola, tirare fucilate ai pavoni ed innaffiare con la diossina. Lui ci stava; avrebbe fatto il film documento su Cristiano Malgioglio. Protagonista Robert Downey Junior. Telefonai poi a Malgioglio, propose un incontro alla pizzeria "la carrozza" vicino a ponte Cavour, là dove fanno quelle pizze che solo i francesi ( e i milanesi )apprezzano, alte un millimetro che si sbriciolano fra le mani dopo due minuti dalla cottura. Orario del randez vous: 7 del pomeriggio. Giorno: il 27 marzo. Parola d'ordine: "ho scopato e picchiato Violante Placido e ne vado fiero".La riunione fu deliziosa, io ordinai una mozzarella in carrozza (eravamo in un locale chiamato carrozza). Stavo battendo Jovanotti, e lo stavo facendo con le sue stesse armi, ovvero sparando cazzate.