LE NUVELLE DELLA SPESA AL MERCATO

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JE SUIS TIRATOR DI FRENI A MANO PER CONTO TERZI. ESEGETA DEL TORRONE. FELIX INTERPRETADOR DELLA BATTAGLIA D'ALGERI. MUTILATO DI GUERRA.

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sabato, 19 maggio 2007

LA CONTRADA DEL FRIGO

Iceland_coa1[1]
BREVE STORIA:
La contrada del Frigo ,dal motto "dio lebbra", nacque nel 1515. Narra la tradizione che, durante l'assedio di Volterra, Cosimo I dei Medici si trovò a corto di pietre da utilizzare per la catapulta. Dopo alcuni minuti di circospezione un soldato della città assediata  (Volterra appunto; che pensavate voi, che fosse Domodossola?), a mò di scherno, urlò al futuro granduca: "Hai finito i sassi? E tirace un frigo allora!". Cosimo non esitò un istante e,dopo aver spedito un fax a Leonardo da Vinci si fece dare le istruzioni su come costruire questo micidiale strumento per mantenere fresche le lepri e i faggiuoli. Inutile dire che dopo pochi giorni Volterra e le sue inutili statuine di alabastro divennero parte integrante dei domini fiorentini, con grande gioia del popolo tutto e della comunità cinese che iniziò a contraffare i souvenir prodotti con il nobile minerale. A ricordo di questa battaglia vinta i figli di Cosimo, ovvero Manuel e Costantinodimariadefilippi dei Medici, fecero scolpire dal Giambologna un' immensa statua del nuovo strumento chiamato frigorifero sullo spiazzo adiacente la rocca di Varese.

STEMMA:
E ora viene il bello, disse quello che cacava l'accetta appena finì il manico (op.cit.) Lo stemma raffigura uno scudo della IGNIS in campo bianco. Ai suoi lati la serafica figura di San Atorio di Solange protegge il simbolo affiancata da un ippogrifo, un aquila, un petardo e un dirigente di Capitalia travestito da montone del Gargano. Doveroso sottolineare come il sovracitato motto: "dio lebbra" fu coniato nel 1620 da tale Giovacchino Imene dopo aver messo l'acqua ragia nella macchinetta del caffè. E averlo poi, ahinoi, pure bevuto.

INNO:
Ci conservo le susine
ci conservo anche il prosciutto
la contrada del buon frigo
mi consente di far tutto.
Brancolando nella steppa
ho investito un muratore
e lo metto di soppiatto
dentro nel congelatore

Con la voglia di morire
ho mangiato del sonnifero
era fresco e delizioso
conservato in frigorifero.
A Milano c'è la scala
A Genova c'è il Bigo
A Roma  c'è il Colosseo
Da noi invece abbiamo il frigo

CAPITANO:
Maldini

SANTO PATRONO:
San Ivanbassosaràpureundopatomaletisaneallacocainadisimonilericordobenebene

un grazie a DDR per il disegno della contrada, in attesa di ispirazione per la nuova che di già abbiam battezzato; ovvero la contrada dell' Ebreo Sott'olio
postato da: beneselve alle ore 02:25 | link | commenti (24)
categorie: a quattro mani, le contrade
martedì, 15 maggio 2007

LA MARCIA A PEDALI SU ROMA. OVVERO: LO AVREBBE POTUTO DIRE FUNARI AL SABATO?

hoffmanGrazie Hoffmann.

abbey Hai notato che Peter Crouch sta con quella figa del 12 solo perchè riesce a sedurla tirando i petardi nel confessionale?  Perchè non è assolutamente vero che loro due stanno assieme per un fattore fisico. E giammai sia che il fattore si tramuti in economico. D'altronde tu pensi sempre che soldi più figa facciano come risultato otto. Concentrati piuttosto sulle cose serie. Sulla metropolitana di Palermo. Sugli assoli di Blackmore. Sulla sfida che il millennio ci presenta quando si scopre che non andremo mai in pensione. Ma  questo non vuol dire che una capatina alle Maldive sia impossibile. D'altronde c'è stata pure quella che lavora in quella fabbrica dove fanno le fettucce per la Polizia, ci potrò passare una settimana pure io alle Maldive? E invece no, io andrò a Tallin, dove sgorgano fiumi di patata (lessa).

sacra conversazione Tutto ruota attorno a questa idea che la morte sia la patria della perfezione. Rapporti fra corpi senza bisogno dell'inutilità del verbo e del movimento. Semplice fluidità che si tramuta in energia eludendo la vergogna della comunicazione. Immagina le tue spoglie mortali che giacciono 40 metri sotto un negozio di Prada. Proprio là troverai quel conforto che nemmeno...

barrett Come diceva Barrett: " ...the seventh brings return". Gli davano del matto ed invece era l'animalaccio più lucido del mondo. Altro che Diderot o Marisa Laurito. Come quella volta che lei cucinava la pummarola n'coppa e se trinciava le mani col flessibile. E la gente diceva: "è pummarola!". E lei: " no, porcoddio, è sangue".
postato da: beneselve alle ore 18:29 | link | commenti (3)
categorie: stronzate doppie con ghiaccio, co co collage
martedì, 08 maggio 2007

LA CONTRADA DELLA TORRE DI MERDA

NobileContradadellaTorrediMerdaBREVE STORIA:
La contrada della torre di merda, dal motto "la cacca profuma di cacca" ( e Massimino la magna), nacque nel 1237 in seguito ad una campagna punti organizzata dall'Ipercoop  di piazza  Cascinali. Qui, nella residua piazzaforte ghibellina, il leggendario Foralo de li Moresco Sammontana resistette 300 giorni e 300 notti nei suoi stessi escrementi putrescenti alle truppe guelfe. Ecco dunque la "melior ac antiqua" leggenda che vede il suo acerrimo nemico, il cardinale Forumsantilicheri, cospargere l'intera superficie munita di merda, attratto dalle defecazioni di Foralo. Ne seguirà costatazione amichevole, ce l'hai mica il CUD, guarda che io venivo da destra, e allora? Guidavi che parevi n'ossesso, si ma io c'avevo precedenza, ah no guarda me tocca chiamare i carabinieri che te puzza pure il fiato de grappa noce.

STEMMA:
Torre di merda in campo bianco e azzurro con sole sorgente in campo marrone.
Dopo il 1735, anno d'istituzione dell'animale rappresentativo la contrada, detto anche "mascotte" dal latino masculus = mascolino  e Cotta = membro secondario della gens Aurelia al quale piaceva prenderlo nel buchino nero, furono inserite due gazzelle rampanti e dimolto belline ai lati del garofano del latrone.

INNO:
Vedi ora all'imbrunire
tre monete da ducecento
manco per telefonare
mi servono e son contento
ma la torre della merda
affittata dall' Adecco
defecando fortemente
gioco ambo terno secco

Turris merdae acqua di vita
la stagione dei frustoni
io non tollero vedere
torna in casa prim'che tuoni
l'astio al popolo ribelle
col dantesco faccia a culo
io di merda lo ricopro
e gli scopo le sorelle

CAPITANO:
Giovannone del Pannolone

SANTO PATRONO:
San Bollinodellagip Martire

un grazie a DDR per il disegno della contrada, in attesa di nuovi



postato da: beneselve alle ore 18:49 | link | commenti (10)
categorie: a quattro mani, le contrade
giovedì, 03 maggio 2007

HEGEL O FILO DEL 10?

pazzoaugust sptember 2006 021Allora ci era questo signore simpatico che ti parlava del male di vivere, del rivo strozzato che gorgoglia, della pesca con la dinamite. Dall'altra parte c'era Braddo con le sue teorie sulla fisiocrazia, che non sapeva che voleva dire ma era comunque bello pensare che fisio vicino a crazia diventi una parola. Il microfono era acceso, il pubblico entusiasta. Mai un comizio sul perchè gli assorbenti con le ali se immersi in un liquido galleggino era risultato così divertente ed esaustivo. Petardi, colibrì alla piastra e quel tenue odore di vaniglia che fuoriesce dai budini viti a male. "E' con sommo piacere che presento oggi la mia teoria, concordata con l'istituto italiano sosia di James Bond, della gravità istituzionale. Se poni un sottosegretario agli interni sopra un balcone, affiancato da un metalmeccanico della Breda, e poi li lasci cade nello stesso istante, se questi sopravvivono il primo si reca in una clinica svizzera per curarsi dalle fratture multiple, il secondo invece si reca per conto terzi in un bel negozio di pompe funebri messicano, dove si fabbricano le bare nelle guise più fantasiose. Detto questo, che mica me lo offriresti un camparicchio?"
Applausi a scena aperta, Braddo Pitti aveva trovato con la sua teoria l'anello mancante, la stella polare, la moglie briaca e la botte piena della scienza moderna. Galileo oramai era diventato un perfetto idiota; ed era pure l'ora, diciamo la verità.
Il signore al suo fianco, simile al Gino Cervi protagonista di Poirot, o era Maigret, ma comunque a noi Jaques Tatì fa schiantare dal ridere, si chiamava Osvaldo Lesena (alto dx). Il signor Lesena, da anni dentro la scienza della gravità istituzionale, strinse caldamente la mano di Braddo, lo fissò negli occhi e lo invitò a cena fuori. Braddo accettò, anche perchè si ricordò il consiglio di sua madre: "quando non capisci che ti dicono, rispondi sempre SI".
La cena fu squisita, il dottor Lesena ancora di più. Si mangiò, si bevve e si scoprì che c'è quel localino all'Elba, il Tinello, dove ci si diverte tanto e ci è Ronson ( che mi sa che lo devo dire: è marchio registrato; ma perdonateci, siamo anarchici). Io, in quanto segretario particolare di Braddo, fui deliziato dall'intera organizzazione certosina ma mi misi comunque in un angolo, per non offuscare con la mia pochezza i due saggi che parlavano e, seppur godessi appieno di tutti i particolari accorgimenti e delle squisite bibande propinate, mi soffermai sul volto di un giovane che stava poco bene. Pareva egli, succedaneo del bellimbusto puttaniere con due buchi nel sedere e pilota di ford mustang taroccata, non dissimile di molto dalla guisa d'ebbro di limoncelli spremuti con le mani in Sorrento. E il barcollo, da esemplare, lo portava adagio adagio verso un piccolo natante progettato per la pesca d'altura ma riadattato a fuoribordo trasporta albanesi. Qui seduto sconsolato si rapprese in un baleno, e gaudente verso il colon vomitò dei bei branzini. Poco dopo un bimbo, figlio di sua madre ovvero figlio di maiala, si soffermò presso la rigogliosa chiazza di bitumi intestinali misto lische e vin bianco, e la utilizzò per modellare, grazie anche alla sabbia molle del bagnasciuga, una statua a dimensione naturale di Alfonso Signorini.
Il perchè io narro questo? per distrarmi dal simposio, troppo elevato, troppa classe, troppo bisogno di conoscenza quando a noi, poverelli, ci basterebbe una crostina di cacio e un pelino di topa.
postato da: beneselve alle ore 13:34 | link | commenti (7)
categorie: io braddo pitti