

Allora ci era questo signore simpatico che ti parlava del male di vivere, del rivo strozzato che gorgoglia, della pesca con la dinamite. Dall'altra parte c'era Braddo con le sue teorie sulla fisiocrazia, che non sapeva che voleva dire ma era comunque bello pensare che fisio vicino a crazia diventi una parola. Il microfono era acceso, il pubblico entusiasta. Mai un comizio sul perchè gli assorbenti con le ali se immersi in un liquido galleggino era risultato così divertente ed esaustivo. Petardi, colibrì alla piastra e quel tenue odore di vaniglia che fuoriesce dai budini viti a male. "E' con sommo piacere che presento oggi la mia teoria, concordata con l'istituto italiano sosia di James Bond, della gravità istituzionale. Se poni un sottosegretario agli interni sopra un balcone, affiancato da un metalmeccanico della Breda, e poi li lasci cade nello stesso istante, se questi sopravvivono il primo si reca in una clinica svizzera per curarsi dalle fratture multiple, il secondo invece si reca per conto terzi in un bel negozio di pompe funebri messicano, dove si fabbricano le bare nelle guise più fantasiose. Detto questo, che mica me lo offriresti un camparicchio?"
Applausi a scena aperta, Braddo Pitti aveva trovato con la sua teoria l'anello mancante, la stella polare, la moglie briaca e la botte piena della scienza moderna. Galileo oramai era diventato un perfetto idiota; ed era pure l'ora, diciamo la verità.
Il signore al suo fianco, simile al Gino Cervi protagonista di Poirot, o era Maigret, ma comunque a noi Jaques Tatì fa schiantare dal ridere, si chiamava Osvaldo Lesena (alto dx). Il signor Lesena, da anni dentro la scienza della gravità istituzionale, strinse caldamente la mano di Braddo, lo fissò negli occhi e lo invitò a cena fuori. Braddo accettò, anche perchè si ricordò il consiglio di sua madre: "quando non capisci che ti dicono, rispondi sempre SI".
La cena fu squisita, il dottor Lesena ancora di più. Si mangiò, si bevve e si scoprì che c'è quel localino all'Elba, il Tinello, dove ci si diverte tanto e ci è Ronson ( che mi sa che lo devo dire: è marchio registrato; ma perdonateci, siamo anarchici). Io, in quanto segretario particolare di Braddo, fui deliziato dall'intera organizzazione certosina ma mi misi comunque in un angolo, per non offuscare con la mia pochezza i due saggi che parlavano e, seppur godessi appieno di tutti i particolari accorgimenti e delle squisite bibande propinate, mi soffermai sul volto di un giovane che stava poco bene. Pareva egli, succedaneo del bellimbusto puttaniere con due buchi nel sedere e pilota di ford mustang taroccata, non dissimile di molto dalla guisa d'ebbro di limoncelli spremuti con le mani in Sorrento. E il barcollo, da esemplare, lo portava adagio adagio verso un piccolo natante progettato per la pesca d'altura ma riadattato a fuoribordo trasporta albanesi. Qui seduto sconsolato si rapprese in un baleno, e gaudente verso il colon vomitò dei bei branzini. Poco dopo un bimbo, figlio di sua madre ovvero figlio di maiala, si soffermò presso la rigogliosa chiazza di bitumi intestinali misto lische e vin bianco, e la utilizzò per modellare, grazie anche alla sabbia molle del bagnasciuga, una statua a dimensione naturale di Alfonso Signorini.
Il perchè io narro questo? per distrarmi dal simposio, troppo elevato, troppa classe, troppo bisogno di conoscenza quando a noi, poverelli, ci basterebbe una crostina di cacio e un pelino di topa.