Vuoi capire si o no che provo disagio quando mi fai certe domande? Come posso rispondere si se mi chiedi di cospargermi il corpo di coppale e poi canticchiare le canzoni di PASSION di Peter Gabriel? Ma siamo matti o cosa? Quando ci siamo conosciuti eri così delicata, timida. Sembrava quasi che ogni parola che dicevi la ponderassi per farmi piacere ed imbarazzarti in quel gioco sadico che Moccia descriverebbe con la parola: "Esegesi della voglia di fica di un moderno uomo che paga CAR*o il parcheggio a pagamento". Io non capisco. Mi ricordo chiaramente la nostra prima serata assieme, Belgrado era un tripudio di fuochi d'artificio e le mine anticarro si trasformavano in bellissimi vasetti portagioie. Il gelato, le canzoni di THEIR SATANIC MAJESTIES REQUEST di quei bamboccianti dei Rolling stones. Io che ti dicevo che preferivo l'inno dell'Ascoli: «Ascoli, Ascoli, Ascoli / del calcio l'università / Ascoli, Ascoli, Ascoli / il vanto sei della città / chi lo sa come noi griderà / Ascoli è forte e vincerà / forza dài, forza dài Ascoli...». Il week end insieme a Birkenau, le tue manie di voler abbinare il reggiseno con gli slip, i film di Truffault che io scambiavo per la pubblicità della topexan. E poi quel cagnolino che ti regalai, il misfatto di aver voluto vedere quanto era lungo il guinzaglio proprio al casello di Settebagni, le tue risate, i profumi della lavanda di Provenza. Io che mi trasformavo in un romantico, le sculture di plasma che ti portavo dal pronto soccorso quando Barabba danzava sul ritmo della canzone: "Ogni Giugno, da qualche anno a questa parte, osavo dire: Bravo Pino, anche quest'anno ce l'hai fatta. L'ho sepolto con i ciuccetti di plastica che andavano tanto di moda nel '94, l'anno della sua nascita...". Il tempo per un mutuo di Prestitò, quattro salti alla pariglia, il bisogno di un amico misterioso, le notti magiche di Luna Rossa e le boline che nel mio gergo erano una pasta tipica della Basilicata. Poi la routine. Frasi, parole, sguardi vitrei, videocassette a noleggio. Tu che pensavi che magari sotto le coperte avremmo potuto dare una sterzata alla relazione. Io che per un po' c'ho creduto. Poi è arrivata la coppale, il frigorifero sempre pieno pieno di maltagliati al sugo di minoranza etnica di "quattro salti in padella". Quella merdosa nonnina che parla quel dialetto toscano del cazzo, ostentato come solo i caratteristi alla Stefano Accorsi sanno fare, sempre meglio di quell'italiano neutro che viene parlato nei film di Alessandro D'alatri e la gente che lo applaude al festival del cinema di Belfast, dove concorre per la categoria "peggior film fuori dal circuito politico del Sinn Fein diretto da un nano quattrocchi di merda inabile a leggere e scrivere in un inglese corretto e ritiene che Fabio Volo sia un attore invece di un marmista disadattato; insieme ovvio a quella comparsa di una cocainomane borghese che porta il nome di Stefania Rocca, che io la brucerei solo per il gusto di sentirla urlare in cima alla rocca che le dona l'anagrafe, in quanto fautore dell'indipendenza dell'Irlanda del Nord dal giogo imperialista award". E magari il premio D'Alatri lo vincerebbe pure, e tu staresti intorno a chiamarlo "maestro". E ti giustificheresti dicendo che i cattivi maestri sono sempre gli unici che insegnano perchè la vita fa schifo. Frasi fatte come: butta la pasta, occhio alla penna, siamo tutti uguali, non ci sono più le mezze apparizioni. Beh, fucilati le gonadi darling, stasera non torno per cena. E anche se tornassi, ti saluterei con un omicidio.


L' Ondinatore Catalano, meglio conosciuto come Bombo Eretico, è un'amabile bestiolina dalle contenute dimensioni. Il suo habitat naturale è la fredda rotatoria che si trova fra viale Gramsci e piazza Matteotti (poi dicono che il comunismo fa solo danni, pure le vie gli hanno intitolato). Qui si muove furtivo, scippando campioni di palliativi alla peste seicentesca e flaconi di supradin scaduti. Non si riesce a vedere molte volte, a causa anche del fatto che preferisce mimetizzarsi e mutare la sua forma, allungata e ostensoria, in quella dei negri lavalunotto e chiedielemosina nonchè abbindolafazzoletti di carta ai semafori. Dopo anni in cui se ne trovava in grave carenza, vista anche l'effettiva assenza sul suolo italiano delle rotatorie, tale bestio immondo è sceso dalla Gran Bretagna per diventare uno stanziale. Si sono così mutati anche i suoi flussi migratori, prima diretti alle calde spiagge del Marocco e oggi legati invece alle cascine di Battipaglia, dove si produce un'ottima mozzarella di bufala alla diossina. La LIPU (lega italiana Pesaro Urbino) cerca oramai di proteggere il bombo eretico in tutte le maniere possibili, visto anche il successo che riscuote nel cuore dei piccoli di tutta la provincia, ad esclusione degli abitanti di Lamoli che sono dei pazzi e ancora si accontenatano delle belle serate di brezza e di due o tre bicchieri di Canaiola dolce. Ah senti questa. Una volta tipo so andato a Lamoli su con la macchina a mangiare in un rifugio dei cacciatori al cinghiale e ho caricato una sbornia poi so sceso e prima però la mamma de uno lì che cucinava me disse che ero bravo e io svennì, così de botto. Per preservarne la specie si è deciso di portare avanti un costoso e lungo processo di fecondazione in vitro, ovviamente osteggiato dalla Curia Romana e dall'Associazione Pontificia per il Panpepato, al fine di permettere una più serena esistenza all'animale in questione. Infatti, caso più unico che raro, l'ordinatore catalano non si riproduce, bensì preferisce recarsi al baretto sotto casa e concludere la serata dopo un torneo entusiasmante di briscolone, tressette, scopa. Chi vincerà è inutile dirlo ma mi hanno riferito che se ti beccano a barare il padrone del bar non ti fa più entrare, o se lo fa ti sputa nel caffè quando non guardi.
Il sinonimo di "amore" è "morte cerebrale". Lo so che non fa ridere ma stasera all'Autogrill è entrato un fiorentino e ha comprato un quadretto di Padre Pio con su scritto:
IL DECALOGO
Nel dirigere il suo prossimo film Alfonso Zeffirelli, pregevole maestro della macchina da presa nonchè fratello del più noto Massimetto a sua volta fratello del celebre Arturo, gemello omozigoto di Polendino Zeffirelli, a sua volta cugino di secondo letto di Franco, si sente euforico. Già percepiamo la sua voglia di raccontarci tutto dai primi istanti in cui appare nella stanza, una camera d'albergo riadattata ad improvvisato studio televisivo. "Sciamani dislessici", questo è il titolo provvisorio del film che vede "RaiTrade" tra i produttori assieme a "SKY", "Pathè cinematografica" e "Macelleria da Enzo carni equine".
Ieri sono stato con la mia classe a visitare il carcere criminale di Fossombrone. Devo dire che è un bel posto. Ci sono tante persone simpatiche che si divertono a buttare le saponette in terra e poi dopo dicono: "me lo raccatti il sapone?" E se te rispondi si loro allora si avvicinano e ti fanno un giochetto ganzo che te prendi e ti pieghi per raccattarlo e loro si avvicinano come se si appoggiassero al tuo sedere divertendosi a ridere e sudare. Se dici non prendono un asciugamano di cotone e te lo tirano nella schiena e te dici perchè e loro rispondono che è la regola e allora dico va bene così se è la regola. Poi dopo ci è uno che si chiama Azuz che è negro e divertente perchè ogni volta che lo guardi dice: "cazzo guardi?" E te ridi tanto ma ti brucia un pò il sederino. Io ci voglio tornare subito al carcere di Fossombrone, anzi spero di avere da grande un carcere anche io che almeno tutti vengono a casa mia che è un carcere a giocare con il sapone che a me diverte anche se brucia un pochino ma quando sono caduto dalla bici per imitare Cunego dicevo che ero forte e allora non faceva male perchè era il sapore della vittoria come dice mio babbo. Voglio che viene pure il mio amico Paolo al carcere così ci si diverte a giocare con il sapone e con Azuz che è tutto nero sembra vestito da negro. Vedessi quanti carceri ci sono. La maestra mi dice che ce ne sono due vicino a casa e allora io mi sa che prendo la bici e pedalando come Cunego ci andrò certamente a vedere tutti i miei amici che dice che non so questa parola: l' indulto si chiama che ci sono i galeotti che corrono per le vie del paese con le borse piene di cose tipo: mascarpone, gioielli, televisioni, cani, forni crematori e si divertono con il babbo di Bernardo che fa il Carabiniere a sparare e a fare delle corse con la bici come me che voglio fare Cunego ma cado. Io da grande voglio fare Cunego con l'indulto che almeno corro tutti i giorni con la bici rossa.