A= Sant' Agostino: Professionista della teologia. Odiato nemico dello studente. Di solito ama e fa ciò che vuole
B= Paolo Limiti: Esuberante presentatore telvisivo. Feticista dei pupazzi di pelouche. Ha trombato per anni Justine Mattera (chi è Justine Mattera? Ma come!)
Nicea, esterno giorno
Si stanno facendo le registrazioni per il nuovo show di Paolo Limiti nella bella piazza principale di Nicea. Sul pannello alle spalle del palco campeggia, a grandi caratteri dorati, una scritta: " Thiago Motta canta i Beatles". Paolo limiti sta perfezionando l'ingresso dell'ospite d'onore della serata, il caro Agostino.
Paolo Limiti: Beh, signore e signori, cosa dire? Sono anni che cerchiamo di chiamarlo. Si era ritirato dalle scene, chiudendosi in una vita monastica. Dopo grandi lusinghe, che per giunta mai furon così giuste, torna, in grande splendore, il nostro amato Sant'Agostino.
applausi e grida dal pubblico
Paolo Limiti: Bene Agostino, è un onore averti qua con noi a Nicea per questa particolare serata. Sono talmente tanti anni che non ti si vede; dicci un pò, giusto per rompere il ghiaccio, cosa ti è successo durante questo tempo?
Sant'Agostino: Se c'è Dio,che è buono e vuole il bene per le sue creature, allora perchè permette che ci sia male e dolore?
Paolo Limiti: Beh, si in effetti, non c'è che dire. Cosa ne pensi tu riguardo a queste parole Flora Dora?
Sant'Agostino: Flora Dora, Flora Dora, Flora, Dora
Paolo Limiti: Dicevi scusa?
Sant' Agostino: Flora Dora, Flora Dora
Paolo Limiti: No ragazzi aò, qua tajamo tutto. E nun se pò lavorà a stà maniera. E che me porti sto Sant'Agostino, me dici che fa audience. Che sarebbe padre della Chiesa. E no, e ce sta pure a provà cor pupazzo. Daje, vedemo de capisse. Aò, Agostì, vedi de datte na svejata. Mò te faccio na domanda, semplice, e te me rispondi così: Tutto bbene Paolo, Grazie. Ce semo capiti? Rifacciamo...
I'inserviente umetta la fronte di Limiti
Paolo Limiti: Allora, Agostino caro, come va?
Sant'Agostino: Flora Dora, Flora Dora, Flora Dora
sangue, silenzio, sipario
Con l'arrivo del freddo, cari amici miei, è giunto il momento di salutare il caro suino che durante tutto l'anno avete pasciuto e coccolato come un figlio. E' difatti arrivato il tanto sentito rito dell'avviatura del maiale. Questa tecnica, mutuata nei secoli dall'antica postatio romana, è di sicuro una delle più amate e sviluppate nelle campagne italiane. L'avviatura, detta tecnicamente sbuzzamento, si divide in tre, delicatissime fasi.
APPROCCIO - TAGLIO - SCOLAMENTO
Questi tre passi, consecutivi l'uno all'altro, ignorano del tutto i canoni teatrali aristotelici come tempo, spazio, luogo, ma rendono il cadavere del vostro maiale la cosa più succulenta che esista al mondo. Partiamo con la prima fase, detta APPROCCIO. Guai a chi tentasse di avvicinarsi alla bestia senza le dovute precauzioni. Guai. Mani pulite, alito fresco e gessato Loro Piana non sono adatti di certo a tali tecniche sopraffine, esacerbate dalle guide del perfetto macellaio italiano. Dopo aver puntato all'altezza del cerebro la vostra pistola con proiettile retrattile, cercate di ammansire il bestio alla maniera di San Francesco, ovvero enumerandogli gli sterminati campi pieni di mota del paradiso, le troie che lo abitano e i fiumi di acqua del rubinetto e pappone alle ghiande che vi scorrono. Se la tecnica funziona, vedrete il porco adagiarsi supino sulle zampette anteriori, emettere un allegro "OINK" e lasciarsi andare nel dolce letto di morte. Non osate mai circuirlo con frasi altisonati del tipo: "Ma che bel prosciuttino che sei", oppure "del maiale non si butta via niente", poichè potrebbe staccarvi un braccio a morsi. La seconda fase, detta TAGLIO, viene dopo la bruciatura dei peli cutanei, pratica ormai in disuso viste le creme depilatorie in commercio. Nel momento del taglio, da effettuarsi con una lama di tipo spagnolo della lunghezza di 30 centimetri con impugantura ad ogiva di leccio, cercate di farvi consigliare da qualche chirurgo esperto. Esempio il dottor Martassa, luminare di fama internazionale e primario presso la clinica "Villa Santa Marta" di Frosta (GT) - tel.097665656545678*** (chiamare ore pasti). Appena ascoltato il consulto, partire col taglio (mi raccomando no parkinson) dall'altezza delle palle (già evirate in precedenza sennò puzza tutto) sino al collo, o viceversa se eseguite il lavoro al di sotto della linea immaginaria passante per l'equatore e appellata parallelo. Al momento del taglio, netto e veloce, il maiale in questione riverserà copiose (15 litri) fiottate di sangue nel pavimento. Non preoccupatevi ora dell'intervento di improsciuttamento poichè dovrete ancora effettuare la terza, facilissima, fase del vostro compitino: lo SCOLAMENTO. Per scolare il maiale sono necessarie due precauzioni. Prima: non effettuatela nella galleria degli specchi di Versailles o della reggia di Caserta poichè non hanno un tombino nei pressi; seconda: non fate avvicinare le donne, portano rogna. Prendete invece una dozzina di mocio vileda e spazzoloni, tre bottiglie di detrgente per pavimenti al profumo calendula, tiratevi su le manichine della camicia e iniziate a pulire.
ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA, CARI LETTORI
C'era una volta, tanti anni fa, un un omo che ne sapeva una più del diavolo. E tutti gli abitanti del paesello si recavano alla sua casetta per porgergli tante domande. Tipo: "Chi lo vince lo scudetto?", "Chi sono io?", "Che ne sarà di noi?*", "Chi sei?", "Chi sette?", "Bocca e culo?". "Centomila".
*(dopo mi butto nella stufa per aver citato Muccino, giuro)
ARRR, ARRR, ARRR. Con questo muggito si prostra davanti ai nostri occhi la bestia più fiera e cattiva di tutta la provincia di Catanzaro. Questo animalaccio, notturno e misogino viene chiamato dalle popolazioni autoctone "Assessoreprovincialealbilancio" ma più comunemente, e scientificamente financo, è chiamato Rasto Grigliato. Egli, il Rasto, si muove solitario nel sottobosco antistante lo svincolo autostradale, compiendo peripezie degne del miglior Mika Salo. E lo fa esclusivamente per sedurre, nei mesi di ottobre e novembre, la femmina della sua malefica razzaccia di bestia. Dopo averla concupita, tocchicchiata e pure zifonata nel deretro,il Rasto Grigliato maschio inizia una buffa ma ritmata manovra caustica di snocciolamento fave da cotone, ricche e rigogliose nella zona. Esse costituiscono anche il suo unico pasto, celebrato quasi in maniera umana per ben tre volte al giorno. Le femmine, vivaci e colorite gagarin da bordello nordasiatico, interferiscono con la quotidianità dei villaggi lucani e calabri concedendosi, testè ai mormoni e testè agli addetti del servizio sanitario nazionale, sotto guisa di fermaporta in alabastro di Volterra. Una volta scoperte e prese a copiose fucilate con proiettili misto sale, piombo e apofisi distali, si inginocchiano e partoriscono. Il parto è abominevole, quinid tralasceremo solamente per invitarvi, sempre che vogliate, alla tombolata natalizia presso la sala riunioni della parrocchia di San Nazareno Impaltatore (VG).
A= Brad Pitt: colui che lo stiaffa nel culo ad Angelina Jolie. Uomo meglio vestito del 2006
B= Leoluca Orlando. Ex sindaco di Palermo. Uomo peggio vestito di Trinacria
Roma, hotel President. Interno Giorno
All'esclusico party organizzato dall'Italia dei Valori di Antonio di Pietro, dietro un tavolo di radica di noce, i due protagonisti intrattengono amabile conversazione sulla situazione del clima mediterraneo (e di cosa parlerebbero senno?):
Brad Pitt: You know, Leoluca, sometimes i feel like an optagonal mug. And i am not talking about Scopello's tonnara.
Leoluca Orlando: Chinnici?
sangue, silenzio, sipario
Le pianure dell' Essex. Il caldo colore delle foglie d'autunno. Percepire il bisbigliare stanco degli animali in letargo. Serate spese piano piano a sorseggiare lo sherry. Tu ti prostravi . Io coricato nel sedile che sgommavo nel piazzale. Rincorriamo un farfalla. Attacco l'Ossezzia e mi schiocco uno sciampagnino. Prudenti rimorsi trafelati nel sospiro d'una caffettiera di lattice. Portaci da bere per favore, ancora una volta. Se conoscessi chi ha ammazzato Samuele Lorenzi c'avrei na barca a vela. Solcare il mare felice ripensando a quella mostra del cazzo. Pronto? Raffaella? Ma vattene affanculo. Freschi freschi eravamo io, Dedo DDR (repubblica democratica ovvio) e il sosia di Ricky Memphis a quell'aka neozelandese. Tornivamo le quaglie. Rincuorati figliolo che non sei prolisso. Inculare vinelli. Tramandare la gara di peti. PRRRRRRRRRRRRRR. Fonseca, Balbo e Moriero. Mi squartava le palle quel cazzo di frase: "una mostra post-materna e ionizzata". Non è ironico. Semmai frisato. Ecco. Frustate nel culo al percepire che l'imene delle nane ha le stesse dimensioni di quella delle anane, o prive di minimale effetto sorpresa allo scoppio della bomba d'Hiroshima. Della serie: 1, 2, 3, BUMME. E salta tutto gettato da 'sto cazzo de Enola Gay de merda (ocomecazzosescrivevadaffanculo). Trovo assurdo chi arriva in taxi ai centri sociali. E chi ci arriva sopra? Te ricordi quelle serate sopra il cofano della Uno? Chi c'era se lo ricorda. Roland Barthes, un idiota. Nanni no, ha fatto pure la linguaccia a villa Borghese.
Senti un poco Robespierre, sorseggiando un buon pastisse, ti ricordi quel bel ritmo sincopato?
RATTA, TATTA, TARATATAM, TATTA, RATTATTAM, TARA, TARA; RATTA

AUTORE: Laboratorio Saccardi TITOLO: Angelus ANNO: 2006 100X150 cm. acrilico su tela presso BOXART galleria d'arte - Via dei Mutilati 7/a - 37122 Verona www.boxartgallery.com oppure www.laboratoriosaccardi.com
la domanda che il mondo si fa da secoli...
ESISTE UNA VITA DOPO LA MORTE?
la risposta è:
NO
però ho visto un divanetto dall' IKEA che, quasi quasi...
BITOLZ 
O
ROLLISTO'
???????????????
Chiunque risponderà a tale quesito concorrerà alla vincita di un miocardio nuovo di pacca
doveroso sottolineare come il miocardio in questione venga estrapolato tramite lacerazione dello sterno, in totale assenza di anestesia, dal corpicino di uno di quei, siam Padani noi mica cazzi, loschi figuri privi di regolare passaporto che circondano i raccordi e le bretelle autostradali del ridente suolo patrio
Ecco ora un passo di quel bestseller strappalacrime di Paulo Coelho : "sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (te credo, cacavo i noccioli d'albicocca)"
A noi giovani ci piace le droghe. Tipo a me mi piace di sballare con la eroina o cocaina e vedere immagini tipo cartone giapponese ma con Cannavaro che si diverte a dribblare Yepes del PSG. A una amica mia ci piace le droghe sonnolose che ti mandano in una botta di sonno da dormire tipo MDMA. Ma a me non sembra che ti fa sonno, anzi ti da una lacca della madonna (cane). Rodolfo mi ha invitato al Mojito Lounge Club perchè ha detto che la ci si droga con la bamba a botta di brutto. E ci sta una fracassa di fica, di bacardi briser, che però costano tanto e tutti si pippano la bamba che costa meno e ti fa trombare tutte le donne. Lo giuro.
Avevo promesso che avrei smesso, ma insistenze editoriali mi costringono a riprendere tale rubrica. Dio salvi la Regina se ha tempo.